giovedì 4 ottobre 2007

Dolore

Ieri ho accompagnato mio figlio al nido alle 9.
Alle 15 lo è andato a prendere la tata, per la prima volta. E poco dopo, come d'accordo, mi ha mandato un sms: "Siamo a spasso, tutto ok. La merenda la facciamo tra un po', non l'ha voluta a scuola. Col passeggino tutto ok. Ciao".
Alle 18 è tornato a casa il papà.
Io sono fuggita dall'ufficio un po' prima del previsto.

Finché ero concentrata sul lavoro, non ci ho pensato più di tanto. Ma in macchina, mentre tornavo verso casa, ho cominciato a sentire dolore.
Proprio un male fisico.
Al cuore, alla pancia, alla testa.
Mi sembrava di impazzire.
E ho cominciato a piangere.
Ho provato a cacciare indietro le lacrime, ma più ci provavo e più il pianto aumentava.

Sono arrivata a casa in preda ai singhiozzi.
Mio figlio era tranquillo, sul divano a sfogliare un libriccino accanto al papà.
L'ho abbracciato forte e ho continuato a singhiozzare sempre più forte.
Pensavo: non ce la faccio... non ce la posso fare.

Il dolore è aumentato quando ho visto gli appunti lasciati dalla tata. Un foglietto con il menù del pranzo all'asilo, "ha mangiato tutta la pappa", "questo biberon è da riportare al nido", "ha fatto la cacca", "ha dormito dalle 16.50 alle 17.40".
E ho pensato che un'intera giornata di mio figlio era condensata in quelle poche righe.
Quando fino a pochi giorni vivevo con lui ogni suo respiro.

Non è giusto.

Lo so, poi ci farò l'abitudine, come tutte le mamme.

Però fa male. Tanto.

9 commenti:

  1. io mi sento giàun mostro in proiezione futura,figuriamoci quando lo vivrò di persona. Spero proprio ci passi presto... un abbraccio

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  2. ho letto ora il tuo post e ho pianto con te. Quasimamma

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  3. Un afitta di dolore ha attraversato anche me ... ma sottoscrivo tutto quello che ti ha detto michy ... Quando trono la sera e vedo mio figlio che mi sorride e si illumina ... mi ripaga del fatto che non ci sono perchè devo lavorare ... ma quel sorriso conferma che per lui io sono importante, come nessun altro. Sta con i miei tutto il giorno, ma quando arrivo io la sera vuole stare solo con me ...

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  4. ciao, ti seguo da un po' in silenzio

    è stato bello "vedere" crescere il tuo piccolo e seguirlo nei suoi piccoli passi verso il mondo.

    Un consiglio...basta lagnarsi! Lenticchia ha bisogno di una mamma serena, che non si lamenta di quello che è normale per tutti quanti. Lo vedrai di meno, questo è vero ma è importante che in quel tempo tu sia serena. Io ho die figlie e la mia seconda, che ha la stessa età di Lenticchia, ha una malettia. In 10 mesi è già stata operata 6 volte. Alla sera quando arrivo a casa (lavoro come tuttti tutto il giorno) faccio in modo che tutto sia il più sereno e normale possibile, per le mie bimbe e per me e mio marito. Lo faccio anche perchè so di essere comunque fortunata perchè la mia bimba guarirà. Ti do un consiglio: per rimensionare quello che per te mi sembra stia diventando un problema troppo grande leggi questo:http://blog.libero.it/alenia/ e cerca di tranrne tanta forza e voglia di vivere allegramente. ciao


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  5. vorrei poterti dire che poi passa, ma mentirei...a me e' successo anche ieri, costretta a lavorare in un giorno di festa. Da mamme cambiano i valori, cambia tutto. Il tempo che si passa con i figli, e soprattutto la qualità del tempo che riusciamo a condividere con loro, è talmente prezioso da essere una priorità spesso incomprensibile ai più.

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  6. madai, ora basta, dai su asciugati le lacrime e fai un bel sorriso. ora basta, ora guarda tutto quello che hai e non quello che non puoi avere. Guarda tuo figlio che sorride quando arrivi a casa. Sii contenta perchè lo hai cresciuto senza paure, mangia, dorme e si diverte anche senza essere sempre con la sua mamma. Gli hai dato radici forti in questi mesi. Stai tranquilla e continua a goderti lenticchia come e quando puoi. Ma col sorriso e non con le lacrime. Che lenticchia una mamma che piange non se la merita!

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  7. girasolegialloeblu5 ottobre 2007 16:30

    Dai sono d'accordo con le altre ma in piu' posso dirti che poi PASSA. Io adesso lo vivo molto meglio il distacco, gli stai dando piu' persone che giocano con lui, che lo stimolano, che lo fanno crescere un bambino sveglio e abituato a diverse situazioni, fatti coraggio, lui e' te che cerca la sera, ed e' contento di vederti anche se di meno.


    P.S. E io che dovrei dire? Che Elisa piange quando la tata va via anche se lei sta in braccio a me? Fa male certo ma e' bello vedere che anche lei, cosi piccola, sia gia' capace di provare affetto per le persone!!

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  8. Capitata qui per caso, forse era meglio non leggessi? Sono mamma di un pagnotello di 15 mesi che ha iniziato da poco il nido. Non mi sento ancora come te, ma credo sia solo perché non ho ancora ripreso il lavoro e Franz passa al nido solo la mattina. Mi aspetto al varco il 22 ottobre. So che non è giusto, sento che non lo è, sono rassegnata. E triste.

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  9. madainoncicredo6 ottobre 2007 10:17

    Grazie a chi mi ha affettuosamente "sgridata", grazie a chi ha provato empatia. Avete - abbiamo - ragione un po' tutte. Devo dire che il secondo e il terzo giorno è andata meglio. Anche se giovedì, quando sono tornata, mio figlio non mi ha degnata di uno sguardo perché stava cenando davanti ai Teletubbies...

    Se potessi lavorare come sto facendo in questi primi giorni, non ci sarebbe nulla di strano. Anzi...

    La mia sofferenza è in proiezione futura. Perché quando tornerò a casa la sera, dopo le 21, mio figlio sarà già a letto a dormire, molto probabilmente...

    Ma chissà, magari imparerà a stare sveglio più a lungo di ora.

    E come mi avete fatto notare voi, come mi ha detto anche il papà ieri sera, c'è Lenticchia. Lo sapevamo che sarebbe stato così. Ma lui c'è, ed è questo che conta.

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