sabato 6 ottobre 2007

Chiarimento

Allora.

A me lavorare piace, e anche molto. Altrimenti non farei il mestiere che faccio, con turni pazzeschi, da 15 anni ormai.
So di essere fortunata: faccio un mestiere che amo, quello per il quale ho studiato. E sapevo sin dall'inizio che è un lavoro praticamente inconciliabile con la famiglia, ma avevo poco più di 20 anni quando ho intrapreso questa strada, e allora ad un figlio proprio non ci pensavo...

Credo di aver raggiunto l'apice nella mia carriera, per quelle che sono le mie capacità e le mie aspirazioni. Oddio, potrei ancora diventare corrispondente da New York per un grande giornale o scrivere un romanzo di successo, però so di non averne il talento. Insomma: per il campo di cui mi occupo io, nella mia città, veramente non ho ulteriori possibilità di crescita.

Anche in questa prima settimana di rentrée ho piazzato qualche colpetto, e ne vado fiera. Nonostante l'ambiente malsano sul lavoro (fumano tutti e mi sono già beccata un mega-raffreddore), nonostante un capo che mi tiene continuamente sul filo del rasoio e non vede l'ora che me ne vada. Ma non me ne vado, non me ne posso andare, non ora. Io devo lavorare. Io voglio lavorare.

Vorrei solo lavorare MENO. Mi basterebbe lavorare 7, 8 ore al giorno, in un orario d'ufficio, e non fino alle 21.
Dire che "tutte le mamme lavorano e l'importante è il tempo di qualità che si passa con i propri figli" a me fa ancora più male, perché avrò solo la domenica, e forse un mezzo pomeriggio a settimana, da dedicare a mio figlio.
D'altronde, sono fortunata, lo ribadisco. Un lavoro ce l'ho (ancora), e non è da tutte. Un figlio ce l'ho.
Come mi ha detto il mio compagno ieri sera, lo sapevamo anche prima. L'alternativa era non avere figli.

Ma Lenticchia c'è, e questo è l'importante.

8 commenti:

  1. ciao, ti leggo sempre e oggi ti scrivo (da figlia e non da madre mancata). Mia mamma mi ha desiderata, però appena ha potuto è tornata al lavoro perchè con me in fondo non riusciva a stare. Anche il suo impiego è sempre stato abbastanza inconciliabile con l'essere genitore e con l'avere una famiglia, ma è sopravvissuta. Certo, ci sono state delle "perdite" nel frattempo e delle scelte dolorose, ma non si è mai pentita di aver continuato a lavorare sempre con gli stessi ritmi. Un figlio, prima o poi capisce nel bene e nel male le scelte dei suoi genitori e spetta a te poi nel tempo che gli dedichi fargli capire che è importante non solo il bene che tu vuoi a lui, ma anche il bene che vuoi a te stessa. Ormai ho capito (forse un po' tardi) che è meglio avere una madre un po' assente ma consapevole... (Anna)

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  2. ciao madai, scusa ancora per la sgridata dell'altro commento, sono contenta che tu ci abbia chiarito la tua posizione, ma soprattutto che i giorni successivi siano andati meglio.

    Che Lenticchia guardasse i teletubbies quando tu sei tornata e non ti abbia guardata, è sintomo della tranquillità con cui lui va vivendo questi cambiamenti nella sua vita. E anche se credo sia durissima, tu ne devi andare fiera.

    Un bimbo che quando torni ti si appende al collo e ti dice tra le lacrime che gli sei mancata, ti riempirà per un attimo di orgoglio ma subito dopo ti farà venire i sensi di colpa, perchè tu devi, e vuoi, lavorare.

    Tu farai dei ritmi lavorativi che magari in altre famiglie fa il papà...nella tua famiglia, lenticchia avrà il grande dono di passare tanto tempo con il papà. Dopo 10 mesi solo con te, ora tocca al papà.

    Siete una famiglia, e vi spartite i compiti.

    Siete una famiglia, e siete un tre.

    Lo sarete sempre, sia al lunedi mattina, sia alla domenica.

    Lo sarete in maniera più evidente la domenica. Ma nel cuore lo siete e basta.

    Quindi bando alle lacrime, sfodera gli artigli che sappiamo che hai per farti valere e ottenere un orario più umano, senza partire dal presupposto che non lo potrai ottenere.

    Mai dire mai.

    In fondo....se non credevi che avresti avuto un figlio a 20 anni, perchè non credere a 40 di poter trovare un lavoro ( o una modifica del tuo) che ti possa far godere di quel figlio cosi a lungo atteso?????

    un abbraccio

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  3. Sei fortunatissima,hai ragione. Non a tutte è concesso il lusso di riuscire a tenersi il lavoro.

    Un abbraccio!

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  4. Sono online le foto col Bumbo ;-)

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  5. Ciao, mi chiamo Emanuela e leggo sempre il tuo blog..lo trovo molto carino e mi piace curiosarci.

    Sono una ragazza di 25 anni, non ho figli ma lavoro come baby sitter e ho lavorato come educatrice in un asilo nido. Volevo rassicurarti sulle attenzioni che il personale del nido rivolge ai bimbi...nel mio lavoro ci mettevo l'anima e non tanto perchè ero pagata per farlo ma perchè ho una vera passione per i bambini. Si trovano tante brave educatrici. Secondo me il nido aiuterà Lenticchia a crescere in armonia, plasmando il suo carattere in un ambiente ricco di stimoli. Il vivere con altri bimbi è importantissimo, guardando i pari imparano le regole, imparano a mangiare senza fare capricci, ad addormentarsi nei lettini senza essere dondolati, si insegna loro ad essere gradualmente indipendenti. Ho visto miracoli nei bambini. La routine gli aiuta a vivere serenamente la giornata. Quindi non avere timore, nessuno prenderà il tuo posto nel suo cuore...pensa solo che è un aiuto per te ma soprattutto per il tuo bimbo.


    Ps: peccato che vivo in Sardegna altrimenti mi sarei offerta come baby sitter.


    Un abbraccio

    Emanuela

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  6. Dovrei farti avere una copia di "le mamme che lavorano sono colpevoli?". Io mi sentivo talmente male che ne ho comprate due copie. Il bello è che non ne ho letta nemmeno una :) Comunque la tua è una giusta precisazione, è difficile appunto riuscire a trasmettere quanto sia faticoso conciliare il desiderio di stare con i figli con le esigenze professionali. Ti invito a leggere, se ti va, (e a tutte le lettrici del tuo blog) questo interessante post (e dibattito successivo) su come viene percepito l'argomento "maternità/lavoro" da punti di vista molto diversi.

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  7. http://spettrodellabolognesita.splinder.com/post/14114586


    (dimenticavo il link :)

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  8. "Credo di aver raggiunto l'apice nella mia carriera"


    Credo di averlo raggiunto anche io. Putroppo...

    (visto che sono molti gradini al di sotto del tuo e spedibile a casa in ogni momento ;-)

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