lunedì 2 febbraio 2009

25 ore

Venerdì, ore 21.30
Esco per andare a casa di un'amica. Sono tre mesi che non esco, ho già disdetto più volte con varie amiche per stanchezza, malanni o motivi di lavoro. Gabo al tatto non ha più febbre, nel pomeriggio aveva 38, ma insomma, non sta male, si è addormentato tranquillo. Non posso dare un bidone un'altra volta... Esco.

Sabato, ore 1
Torno a casa, mi infilo sotto il piumone, sussurro a mio marito: "Tutto ok?". "Sì, sì". In realtà non era vero... Gabriele si era svegliato tre volte, la prima dieci minuti dopo che ero uscita, e l'ultima dopo mezzanotte con un riaddormentamento lungo 20 minuti. Ma questo l'ho saputo solo alla mattina.
Faccio in tempo a sdraiarmi che sento chiamare: "Mamma! Mammaaaa!".
Lo trovo in piedi nel lettino, bello sveglio. Impossibile cercare di riaddormentarlo. Lo prendo nel lettone. Dico a mio marito: "Forse è meglio che tu vada a dormire nel divano...". Ovvero - è il mio ragionamento - è colpa mia se si è svegliato, sono uscita con le amiche, mi ha sentito tornare,  sono una m**da di madre, ora tocca a me... (noi donne ragioniamo così, no?).

Ore 3.30
Non si è addormentato neanche 5 minuti. E' tutto un rigirarsi, prendermi le mani, tormentarmi la faccia, dare colpi con la testa contro la testata del letto, mettersi seduto, cercare di scappare... Sono esausta. E' fresco in fronte, il pannolino sembra pulito, che cos'ha??? Mi chiede di togliergli il sacco nanna, penso che gli dia fastidio, forse gli si sono sfilati i pantaloni del pigiama, a volte succede... Appena glielo tolgo scende giù dal letto e scappa in sala, dove dorme il papà. "Forse è meglio se facciamo cambio, è troppo sveglio, vai tu in camera, noi stiamo qua...".
Accendo la tv e metto su i Teletubbies, così prima o poi crollerà, no?
No.

Ore 5
I Teletubbies sono finiti, Gabo si alza e pretende di cambiare il dvd, vuole vedere Balù...
Io ormai sono fuori di me dalla stanchezza.
Lo riacchiappo, spengo la tv, lo faccio sdraiare sul divano di fianco a me e gli dico: "Ora dormi o ti butto giù dalla finestra!".
Sta un attimo in silenzio, poi comincia a piagnucolare.
Oh cavoli, mi sa che ha capito quel ho detto... Che m**da di madre che sono.
"Amore, scusami, era un modo di dire, ti voglio tanto bene, fatti abbracciare dalla mamma, era uno scherzo, scusami, scusami, scusami!".
Finalmente crolla.
Lui dorme tre ore e mezza, io faccio qualche pisolino.

Ore 8.30
Il papà si alza, noi ormai siamo svegli, e così scopro che la serata non era andata proprio liscia...
Cominciamo a montarmi i sensi di colpa. Gabo non si sveglia praticamente MAI la sera, dopo che è andato a nanna. Oltretutto non chiamava me: il papà aveva sentito che si era messo in piedi nel lettino e aveva acceso la luce nella stanza. E la seconda volta si era messo a suonare il pupazzo-carillon appeso al lettino (era un anno che non lo sentivamo...).
Però non c'è niente da fare, mi convinco che Gabo ci sia rimasto male a non vedere arrivare me, e quindi si sia agitato sempre di più, fino a svegliarsi del tutto al mio rientro.
Poi elaboro un'altra teoria, ovvero che ci sia qualche molare in arrivo: l'anno scorso avevamo passato un paio di nottate simili e non avevamo trovato altra spiegazione se non quella dei denti.

Ore 13.30
Gabo è ovviamente stanchissimo e si addormenta pacifico. Non sembra avere nessuna conseguenza della nottata. E' completamente sfebbrato.
In compenso, mamma e papà sono sconvolti. Io ho sulle spalle anche la maxi-vomitata di due giorni prima e tutto lo stress che ho accumulato mi fa dire cose che non penso, sembro una iena, azzanno a casaccio, è la tensione che in qualche modo deve uscire ma esce male...
Arrivo a pensare che farei meglio ad andare all'ottavo piano e buttarmi giù dalla finestra, tanto sono inadeguata, come moglie e come madre. Sono una m**da.

Ore 20

La giornata è passata tranquilla e Gabo, a cena, ha persino mangiato la pappa senza storie. Gioca  buono in sala, di fianco a noi, con la sua amata fattoria e gli animaletti. Facciamo appena in tempo a metterci a tavola che lui cade. Una caduta banale, come tante. Non abbiamo capito nemmeno come abbia fatto. Ha perso l'equilibrio praticamente da fermo, al massimo camminava, si è come avvitato su se stesso, ma aveva le ciabattine, non è scivolato sui calzini, e i pantaloni non erano lunghi... Insomma, cade, piano. Ma evidentemente sbatte la faccia sul puff che ha un'anima di legno, o forse si morde.
Proprio non abbiamo capito come abbia fatto. Ed era a un metro da noi. Tranquillissimo.
Ha la faccia sporca di sangue.
Un taglio sopra al labbro.
Profondo.

Il papà lo porta sul lavandino e lo sciacqua, io prendo un asciugapiatti di cotone, la prima cosa pulita che mi viene in mente, lo bagno di acqua fredda e glielo premo sul volto per fare l'emostasi, lo so, bisogna fermare il sangue. Ma ne esce tanto. Ci alterniamo, il papà va a prendere il ghiaccio, io chiamo la guardia medica: "Non è la prima volta che si spacca il labbro-  spiego - ma credo che stavolta ci vogliano dei punti...". "Portatelo nel nostro ambulatorio, gli diamo un'occhiata".
Ci vestiamo, cambio Gabo fino al body perché è tutto sporco di sangue, prendo il libretto sanitario e la borsa del cambio. Ma all'ambulatorio, dopo averlo disinfettato, ci dicono che secondo loro serve una sutura... Dobbiamo portarlo al Pronto Soccorso Pediatrico. Proprio quello . Di sabato sera, come un anno fa. Quello dove, a un anno di distanza, a detta del nostro pediatra, si ricordano ancora di noi...

Ore 21
Arriviamo in ospedale. In sala d'attesa una decina di bimbi, quasi tutti stranieri, in maggioranza neonati. Che sono stati portati lì per l'influenza. O anche solo per una febbre.
Passa una decina di minuti ed esce l'infermiera (be', forse allora la situazione è migliorata, rispetto a un anno fa...). Facciamo vedere il labbro di Gabriele, anche l'infermiera conferma la necessità della sutura, e ci fanno accomodare. L'attesa non sarà lunga, ma nel frattempo sentiamo i racconti di altri genitori. Quel bimbo avrà 8-10 mesi, si vede che ha un po' di raffreddore. "Ha 37,2 e male al petto", dice il padre, forse marocchino. L'infermiera è basita: "37,2? Male al petto? Cosa vuol dire, che ha la tosse?". "Sì, tosse...".
Questo è solo il caso limite, ma più o meno tutti i bimbi sono lì perché hanno qualche linea di febbre. "Aspettiamo da tre ore...", si lamenta una coppia con una bimba sui 6 anni, che gioca tranquilla. Un'altra mamma di un bimbo di 4 anni mi spiega: "Ora la febbre non ce l'ha, ma è una settimana che va e viene, magari tra un'ora ha 39...". Magari? Tra un'ora? Allucinante.

Ore 21.30
Ci fanno entrare. La dottoressa di turno conferma: serve la sutura, "ma non abbiamo il chirurgo pediatrico, dobbiamo richiedere una consulenza, poi ci diranno se dovete aspettare o tornare domani mattina...".
Rassegnati, torniamo in sala d'attesa.

Ore 22
Arriva il chirurgo. Era di reperibilità a casa, "ma se è per un bimbo così piccolo corro", dice.
La ferita è profonda, "vorrei provare a fare una sutura intradermica - ci spiega - in modo da lasciare una cicatrice meno evidente... Però è una posizione molto difficile, e poi si muoverà. Ora facciamo un'anestesia locale, lo dovrete tenere molto forte perché salterà, è il momento più brutto".
Ma Gabo è bravissimo. Piange, ha tanta paura, chiama "mamma! mamma!", implora "via!", ma sta fermo. Non dobbiamo nemmeno fare forza. Il papà gli tiene le mani sulla pancia, io le gambe, ma lui probabilmente è paralizzato dalla paura. Gli hanno coperto gli occhi con una mascherina, quindi non ci vede, chissà che terrore, gli parlo di continuo mentre il chirurgo gli infila una specie di amo da pesca nella carne, più volte... "Ora finisce tutto, andiamo a casa a vedere Balù, e poi arriva anche Baghera, ecco, queste dottoresse sono come Balù e Baghera che salvano Mowgli da Shere Khan, sono buone, lo fanno per farti passare la bua più in fretta". Ogni tanto mi scappa un "poverino" e il chirurgo mi riprende, "non dica così!". Ma è difficile fingere di essere tranquilli...

Ore 22.30
Ecco, la sutura è terminata. Gabo mi abbraccia forte e non piange più, si lamenta solo un po'.
"Dovete essere orgogliosi di vostro figlio - ci fa i complimenti il chirurgo - è stato bravissimo, è la prima volta che riesco a fare una sutura del genere in un cucciolo così piccolo". Il nostro cucciolo d'uomo. Il nostro piccolo Mowgli.
Torniamo a casa. Accendiamo la tv, Balù non può mancare per rilassarlo un po' prima di andare a nanna. Scaldiamo i piatti rimasti sulla tavola e ceniamo.
Alle 23 lo mettiamo a letto.
Dormirà fino alle 7.30.

Oggi

Sembra la Lecciso quando gli sbagliarono l'iniezione di silicone. Non riesce a chiudere la bocca e sbava. Quando oggi si è visto per la prima volta allo specchio si è messo a piangere, indicando il cerotto e implorando "via! via!".
Perde ancora un po' di sangue, la posizione è sfortunata, in pratica il taglio comincia all'interno del labbro superiore e continua sulla carne fino alla zona "baffo".
Non è successo nulla di grave, lo so.
Ma non riesco a non sentirmi in colpa...

(E sono anche un po' stanca, ecco).

19 commenti:

  1. No no no, non pensare neanche a sentirti in colpa per essere uscita!!!! sicuramente è il dente, se no qualche altra cosa, ecco!

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  2. Oh, però, adesso mi arrabbio...

    Cosa c'è da sentirti in colpa?? Io da piccola mi sono rotta un dente dondolandomi seduta sul pavimento a mezzo metro da mia madre. Sono cose che accadono a tutti i bambini. Cosa puoi fare per impedirlo, tenerlo in braccio fino al compimento del sedicesimo compleanno?

    E poi, perchè sentirti in colpa se per una sera esci? Forse dovresti uscire più spesso, così si abitua. Ormai è grandino...

    Dai, non colpevolizzarti che sei brava. E stai più serena!

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  3. leggere la storia x filo e x segno e non via sms mi ha fatto accapponare la pelle, perchè poverino, immagino il male e il fastidio e il vostro "dolore" anche se non fisico.

    Però mi sento di riprenderti sul tuo sentirti in colpa per essere uscita venerdi sera. Non ritengo sia colpa tua se la notte è andata come è andata. Ok, è probabile che quando si è svegliato la prima volta e sia andato il papà lui sia rimasto spiazzato, ma ritengo che i papà debbano essere in grado di sostituire noi mamme al bisogno come noi sostituiamo noi quando non ci sono...perchè se loro sono assenti, la cosa è normale???

    Gabriele ormai ha più di due anni, può capire che la mamma per una volta non ci sia, e quindi davvero, non sentirti in colpa.

    Immagino la vostra tensione del giorno dopo...ma il fatto che lui, a parte la caduta che di certo non è correlata, sia stato tranquillo, dimostra che è stata semplicemente una nottata "no".

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  4. madainoncicredo2 febbraio 2009 17:04

    Il papà è bravissimo e disponibilissimo, ma è ovvio che i bimbi vogliono di più la mamma, a questa età, specie se sono stati malati... E' questo che non mi perdono. Non aveva la febbre, ok, ma il giorno prima era stato male. Avevo detto al papà di chiamarmi per qualsiasi cosa e lui non l'ha fatto perché ha saputo gestire benissimo la situazione. Ma se ci fossi stata io forse Gabo non avrebbe poi fatto la notte in bianco... Forse, ovvio.

    Ma se per due chiacchiere tra amiche devo pensare di vivere una giornata così, no grazie, non ne vale la pena. Ho deciso che per altri sei mesi non esco. Punto.

    E non sono così convinta che la caduta non sia correlata... Magari è caduto così perché era molto stanco. Quando è stanco cade, questo è assodato. "Non si regge in piedi", si dice, ed è proprio così.

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  5. tu non puoi sapere se sarebbe successo lo stesso, e fartene adesso una colpa secondo me non serve a nulla. Ok, hanno bisogno della mamma quando stanno male, ma tu eri in buona fede perchè lui stava bene quando sei uscita.

    Non so....io non esco sola da mesi e mesi, ma perchè le mie amiche hanno tutti bimbi quindi diventa allucinante, soprattutto in inverno, trovare un giorno in cui tutte hanno bimbi non malati, però se tu sentivi la necessità e ne hai avuto la possibilità, secondo me hai fatto benissimo e pensare adesso di rimnunciarci per altri sei mesi...va a finire che gabo si abitua ancora di più a d avere sempre e solo te, di sera e di notte.

    Non lo so...io mi sto facendo mille paranoie per altre cose, ma sul fatto che ogni tanto simo possa e DEBBA essere messo a nanna dal papà, sono intransigente. Solo che so che è possibile solo se non mi vede. Allora esco.

    :)

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  6. Mi dispiace tanto, mi immagino tutto, il senso di colpa, l'angoscia, la paura, il dispiacere. Peró sottoscrivo quello che dice Michy. Quello che correla tutto con la tua uscita è soprattutto il tuo senso di colpa. E invece secondo me la colpa è tutta dello sgabello. :-P Piú che altro, trova il modo di riposarti almeno un pochino. Se non vuoi farlo per te, fallo per Gabo e tuo marito, che sono piú contenti di averti in giro sorridente e serena. E coraggio!

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  7. madainoncicredo2 febbraio 2009 18:12

    Lo so che esagero con il senso di colpa, ma OGNI VOLTA che sono uscita è successo qualcosa... ovviamente non di così serio. E non centra l'addormentamento, perché poche sere fa sono tornata dal lavoro alle 22 e Gabo era andato tranquillissimo a nanna col papà... E io avevo senso di colpa uguale, solo che il lavoro è lavoro e non posso dire di no se mi chiedono di fare il turno serale...

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  8. io sto paingendo a pensare a te che devi tranquillizzare gabo su quel eltino...ravo cucciolo bravo davvero, ma bravi anche voi due a tenerlo, a tranuillizzarlo. Poi lo sai come si vanterà da grande di questo episodio, di quanto è stato coraggioso?

    Ora mi calmo un attimo poi rileggo.

    E' la prima volta che piango sul tuo blog. Non farlo più eh.

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  9. non è la stessa cosa ma anche enrico è caduto, e stava bene, era all'asilo. era una caduta cretina ma il risultato sono state più di 3 settimane di gesso. E non è colpa di nessuno. Se tu non ti senti di uscire devi fare così, perché nessuno ci deve dire quel che dobbiamo fare, e nella tua situazione ci sei solo tu, ma forse proprio perché ha questi problemi ad addormentarsi senza di te dovresti provare a lasciarlo un po' da solo.

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  10. Madai io non posso fare altro che mandarvi un'abbraccio solidale.


    Recupera il sonno e rrrrilassssstevi ora!

    (un bacino a Gabo)

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  11. ieri raccontando a david per filo e per segno le vostre terribili disavventure, ci è venuto in mente che in effetti quando io esco, le poche volte che lo faccio, esco PRIMA della nanna di simone, cosi lui ha tempo di capire che mamma non c'è. E anche se leggo che tu l'hai fatto per lavoro, forse farlo anche quando esci per divertimento, ti potrebbe far sentire meno in colpa??? non so è un'idea.

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  12. Io credo che le nottate no, la stanchezza, la tensione e lo stress siano più che normali e io ci passo spessissimo. Ma non riesco ad essere d'accordo con te sulla "punizione" che ti vuoi infliggere. Mi è successo di lasciare Meryem anche per tre giorni, per lavoro ma anche per svago, a Nizam. Sono stata in ansia, ma è andato tutto benissimo. Il nostro istinto ad assumerci tutto (meriti, colpe, esclusive) alla lunga può non essere un bene, sia per noi che per i nostri figli. Anche io, alla fine, non esco da una vita e preferisco rendermi la vita più semplice e rinunciare. Ma poi le pago io e le paga anche Meryem. Non posso non essere consapevole anche di questo.

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  13. madai, certo che non ci si annoia proprio a casa tua, vero? comunque, guarda, la sett. scorsa merc. notte anche Sofia è stata sveglia da mezzanotte alle 3.30 del mattino, non voleva saperne di dormire e quando chiudeva gli occhi si svegliava piangendo disperata. dopo due giorni ho capito la causa: è uscito un molare! vedrai che la notte insonne è legata a quello. anch'io sono d'accordo con le altre di non colpevolizzarti, in fondo potrebbe essere successo tutto pari pari anche se non fossi uscita, ma qs non si saprà mai! un bacino a Gabo e un abbraccio solidale smile

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  14. Valerio, 2 anni e mezzo, trotterella felice sul marciapiede, io sono a mezzo metro da lui: inciampa, cade, sbatte la faccia contro lo spigolo di un gradino e si spacca il labbro e sposta un incisivo. Stavamo andando a comprare un libretto della Pimpa e io mi sentivo in colpa perchè in quel momento avrei dovuto essere in ufficio e invece mi ero ritagliata un quarto d'ora per stare sola con lui (ne ho altri due e mi riesce un pò difficile stare con uno solo alla volta). Quindi io ero in preda ai sensi di colpa ma per i motivi opposti ai tuoi.

    Domanda: non sarà che quello che fa male ai bimbi sia il senso di colpa delle mamme, indipendentemente dalle origini dello stesso??????

    Morale della favola: cerchiamo di non sentirci in colpa e basta, e anche di uscire ogni tanto la sera, che fa sempre bene all'umore!

    Comunque mi dispiace tanto per il brutto incidente accaduto al tuo cucciolo e complimenti per il suo (e vostro ) coraggio!. Ciao Gaia

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  15. ioelafavolamia3 febbraio 2009 19:13

    In colpa, e di cosa? a me sembri stata fantastica, e non so come farò io a tamponare situazioni del genere...ho paura....!

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  16. Non devi assolutissimamente sentirti in colpa, per nessun motivo!!!

    Quando avevo meno di un anno, mia nonna mi teneva per mano e mi faceva camminare piano piano, come si fa proprio come i bambini piccoli. Fu un attimo e caddi sbattendo il viso sullo spigolo di un gradino. Ovviamente non ricordo nulla, ma mia madre mi ha raccontato più volte, che il suo golfino si riempì totalmente di sangue e che era nel panico.

    Mi portarono al pronto soccorso e,ovviamente, mi misero dei punti.

    Ora ho una cicatrice che parte da dentro al labbro e arriva fino a fuori, ma non si nota poi tanto.

    Tutto questo, per dirti che sono cose che capitano quando i bimbi sono piccoli e che non è assolutamente colpa tua.

    Ti abbraccio e dai un bacino al piccolo. Ciao.

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  17. allora premetto che secondo me il senso di colpa non serve...perchè lo hai lasciato con il padre e quindi in ottime mani. Se preferisci rinunciare a delle uscite perchè ti senti più serena fai bene a farlo, però se è un modo per punirti è inutile e ti porterebbe solo frustazioni ulteriori. Per quello che ho modo di capire il tuo problema è il troppo lavoro e il poco tempo diurno che puoi dedicare a Gabo. Ma se non hai alternative anche su questo non puoi fare nulla.

    Ognuno ha la sua storia, io ho 2 figli 25 e 10 mesi, già con la prima avevo deciso di lasciare il lavoro per qualche anno. Dirai "avete i soldi"...no tiriamo avanti con 1000 sacrifici e proprio da qualche mese abbiamo acceso il mutuo ventennale per la casa. Aiuti economici nessuno e facciamo affidamento sullo stipendio di mio marito. Non avendo nonni abbiamo preferito così, ma non è facile per una donna abituata a lavorare stare tutto il giorno in casa con i figli, molte che fanno la scelta contraria credono che la mia vita sia tutto rose e fiori ...ci vuole pazienza e i momenti di difficoltà, stanchezza sono molti, ma per i miei figli credo ne valga la pena. Quello che voglio dire è che non è semplice seguire i propri figli 24h al giorno, chiediti se poi riusciresti ad essere serena a farlo. Auguri al tuo cucciolo.

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  18. tu sei una donna straordinaria e basta, fai il massimo che puoi, questo è certo. il resto è la vita che ci mette alla prova, ma non pontifichiamo su tutto, che sennò non se ne esce. fai quello che ti senti e che ti stare più serena, ma davvero. ti abbraccio forte.

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  19. Anch'io come Ba, ho le lacrime agli occhi ... ma NON DEVI fartene una colpa ... ; ASSOLUTAMENTE. Dai, che sei bravissima ...

    Un abbraccio a te ed un bacino a Gabo.

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