lunedì 5 febbraio 2007

Spigolature

"I pediatri hanno notato che i bambini nati da parto cesareo tendono a essere caratterizzati, rispetto a quelli nati da parto vaginale, da maggior letargo, ridotta reattività e minore frequenza del pianto".
(da "Il linguaggio della pelle" di Ashley Montagu)

Mentre allatto leggo. E in genere leggo libri e giornali sui neonati.
Questa frase l'ho tratta da un saggio che mi hanno prestato al corso di massaggio infantile: la teoria dell'autore è che il massaggio, negli umani, debba sostituire la funzione che in tutti i mammiferi è rappresentata dal leccamento dei neonati.
Così l'autore consiglia, ad esempio, di massaggiare molto i bimbi nati da cesareo, già subito dopo la nascita: un "trucco" per supplire al mancato travaglio.

Devo dire che, pur senza aver letto nulla in proposito, subito dopo la nascita di Lenticchia mi sono accorta che... lui non si era reso conto di nascere! Tutti gli altri bimbi piangevano, urlavano e si dimenavano. Lui se ne stava buono e tranquillo nella sua culletta, ad occhi aperti, ad osservare il mondo. Ad amici e parenti in visita dicevo: non ha ancora imparato quanto è divertente piangere.

Sarà perché non ha vissuto il trauma del travaglio, sarà un misto di geni e di carattere, ma Lenticchia continua a piangere pochissimo. Solo negli ultimi giorni ha avuto un paio di crisi di pochi minuti, ma giustificatissime: un misto di fame-stanchezza-nervosismo-pannolo sporco. E' bastato cambiarlo e/o dargli la tetta e si è acquietato.

Ma ieri, sempre durante le mie letture da allattamento, ho scoperto una nuova (per me) teoria, formulata da Aletha J. Solter ne "Il bambino consapevole": i bambini vanno fatti piangere, anche per ore. Perché "il pianto è un processo per liberarsi dei traumi". Quindi intervenire con abbracci, cullamenti, ciuccio, tetta o giochi sarebbe sbagliato. In questo modo, si svilupperebbero dipendenze simili da adulti.

E ora scusate, ma devo andare. Lenticchia si è svegliato e piagnucola. Sbaglierò, ma preferisco andare a consolarlo.

13 commenti:

  1. anche io sto leggendo lo stesso libro :-) in effetti anche la mia patatina piange pochissimo ed è nata con cesareo...sarà vero!

    Comunque ti capisco, anche io sbaglierò, ma quel poco che piange non ho cuore di farla disperare...

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  2. bhe..dipende sempre dal motivo per cui piange...ora è piccino qundi i capricci non li fa...ma quando sarà più grandicello se farà dei capricci di solito si usa lasciarli stare per farli "sbollire"....ma ora è così piccolo che anche io lo consolerei ogni volta!

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  3. Piangere troppo non fa bene a nessuno. Piccoli, medi e adulti. Quando non possono spiegarti

    perchè poi...nel dubbio: sempre meglio consolarli, secondo me;-)

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  4. madainoncicredo6 febbraio 2007 09:22

    @kiz: però noi partiamo avvantaggiate, visto che i nostri cuccioli piangono pochissimo... E' proprio perché non sono abituata a sentirlo piangere che accorro (quasi) subito! Se invece fosse un frignone, credo proprio che lo lascerei sfogare, al di là della teoria di quell'articolo. Negli altri libri di puericultura che ho dicono che bisogna sempre prenderli in braccio, quando piangono!


    @Trinity: hai ragione sui capricci! Su "SOS Tata" consigliano sempre di ignorarli... ahimé verrà anche quel giorno!


    @Alice: pensa che la teoria di quell'articolo è che dopo 3 ore di pianto sono rilassatissimi e felicissimi. Spero di non dover mai applicare questo metodo...

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  5. Anche Davide è nato con cesareo ed anche lui piange pochissimo, nel senso che se piange è perchè ha qualcosa (fame, freddo, caldo, sonno, sete ecc) ... anche di notte, si sveglia praticamente ogni ora, ma non piange esageratamente ... io aspetto giusto un minuto (che serve più a me per ripigliarmi o_O) ma poi accorro da lui ... per ora, sbagliato che sia non riesco a non cercare di consolarlo ... se poi sono capricci è un altro discorso ...

    Un abbraccio!

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  6. madainoncicredo6 febbraio 2007 17:37

    @Free: io in genere non accorro al primo segnale... diciamo che aspetto fra il terzo e il quinto! A volte gli è solo caduto il ciuccio, oppure piagnucola perché è sporco e va cambiato. Ma questo è il pianto per il quale è giusto intervenire!

    Però sarei pronta ad applicare le tecniche di pianto controllato, o il famigerato Metodo Estivill ("Fare la nanna"), se ce ne fosse bisogno.

    Spero soltanto che non ce ne sia!

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  7. ioelafavolamia6 febbraio 2007 17:50

    Meglio che è tranquillo no!!??? Ei Lenticchia come va con pupetta??? un bacione ;-)

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  8. Simo è nato da cesareo...e sa benissimo come piangere....che sia perchè sto applicando il metodo estevill??però sa anche piangere x chiedere....dicesi capricci....

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  9. Questa che i bambini bisogna farli piangere mi pare tutta matta. I bambini piangono perché hanno dei bisogni, mica per rompere le balle...

    Tu prendilo in braccio ogni volta che vuoi, lascia fare. Crescerà più sicuro, se fin da piccolo avrà la sensazione di essere amato.

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  10. madainoncicredo7 febbraio 2007 11:23

    @favola: Pupetta è raffreddata quindi anche la coppia è... in freddo :-D


    @michy: ma Simo si è cuccato anche un lungo travaglio, in questo caso il cesareo non conta! Dici che fa già i capricci? Naaaaaaa. Precoce il tato!


    @Giulia: mah, secondo me, come al solito, la verità sta nel mezzo...

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  11. Non credo che mio figlio si senta poco amato.....lungi da me anche solo credere a questa cosa....mia mamma usò lo stesso metodo con mio fratello e mio fratello la adora!

    madai, hai ragione, ma soprattutto...una mamma sa cos'è meglio per il suo bimbo!

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  12. madainoncicredo7 febbraio 2007 17:24

    @michy: appena ci vediamo ti do quell'articolo sul pianto. Anche se non è molto chiaro... è consolante per noi mamme ;-)

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  13. ti rovino la statistica anche io..enrico è nato con parto naturale e piange pochissimo..credo siamo solo fortunate :-)

    quanto ai capricci, boh..io credo che ogni mamma debba fare ciò che crede, ma non penso però che piangere un po' li faccia sentire meno amati, e bisogna pensare anche al benessere della mamma

    torta

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