lunedì 3 maggio 2010

Fatiche


Nell'ultimo mese non sono riuscita a trovare cinque minuti per aggiornare questo diario. I miei ritmi di lavoro sono incessanti, e a casa la gestione quotidiana non lascia assolutamente spazio a momenti di riflessione o di relax...



Gabo, poi, è sempre più impegnativo. Soprattutto l'alimentazione è un problema, come è sempre avvenuto, del resto, da quando è nato. Il suo menu è sempre limitato ai soliti tre o quattro cibi (passato con pastina, cotoletta o spinacina, piadina vuota o con un velo di stracchino), ma soprattutto non vuole mangiare da solo. E questo è un problema non da poco, anche perché sono le sue maestre che ci chiedono di non  imboccarlo. A me non costerebbe fatica, anzi... ma poi anche a scuola, da solo, non mangia. Tanto che da qualche tempo hanno deciso di non mandarlo in giardino, durante la ricreazione post-pranzo, finché non mangia. Una decisione che mi ha lasciato perplessa, ma proviamo anche questa.



A casa, però, mettersi a tavola è sempre più una lotta estenuante. Da un lato, è difficile per me rifiutare l'aiuto che mi chiede per mangiare ("mamma, mi aiuti?"), ma dall'altro so che è importante favorire la sua autonomia (anche se io ho mangiato imboccata fino ai 5 anni... ma era un'altra epoca e non andavo all'asilo). Così una sera, dopo una battaglia di un'ora con urli e pianti, alla fine sono riuscita a farlo mangiare da solo un piatto di zuppa. E lui, circa a metà piatto, ha dichiarato: "E' faticoso mangiare da solo...". Ma che sia semplice pigrizia, o  piuttosto una richiesta di attenzione/affetto da parte di una mamma che sta tutto il giorno al lavoro fino alle 20 passate, resta il fatto che il momento della cena, e del pranzo nei weekend, è veramente faticoso (e stressante) per tutti noi.



Inoltre Gabo ha cominciato a fare storie, la mattina, perché non vuole andare a scuola. Una fase iniziata dopo Pasqua, quando è tornato a scuola dopo l'influenza e, per un paio di settimane, è stata assente la sua maestra preferita. Anche stamane, a casa, ha cominciato a piagnucolare: "Non mi piace andare a scuola...". E più volte, arrivati sul posto, ha cominciato a piangere, con vere e proprie tragedie che non aveva mai fatto in tre anni, nemmeno nel periodo dell'inserimento: "Voglio venire con teeeee" e mi si attacca alle gambe, con la maestra che letteralmente me lo srappa di dosso. Non c'è niente da fare, è straziante.

Ma parliamo di cose belle. Il primo maggio, ad esempio, è stata proprio una bella giornata, e non solo perché c'era il sole! La prima in cui Gabo ha fatto "tutta una tirata", saltando il pisolino pomeridiano. Esperimento più che positivo: almeno la sera è crollato addormentato alle 21, e non alle 22.30 (a volte anche le 23) come al solito... Siamo stati tutto il giorno in un parco vicino a casa, dove c'era una festa per famiglie con animazioni, spettacoli, truccabimbi e tante occasioni di gioco. Così abbiamo fatto un pic-nic (Gabo era entusiasta dell'idea, ne parlava da giorni anche a scuola), anche se a dire il vero ha mangiato anche meno del solito (un quarto di piadina vuota e un pinguì... e abbiamo dovuto insistere per farglielo finire!).

Il clou è stato il laboratorio di pittura: Gabo si è dilettato con le tempere e ha realizzato tre quadri "astratti" (più il jeans, da buttare...). Sono riuscita a portarne a casa soltanto uno, quello meno "pasticciato". E ora è incorniciato ed esposto in corridoio. Stamattina Gabo lo guardava incantato... proprio come certe volte, lo ammetto, mi incanto io a guardare mio figlio. Perché, nonostante tutti i capricci e i conflitti, è proprio un amore.

4 commenti:

  1. bizzarro, dopo mesi che non entro su splinder, capito non so come nel tuo blog "matrimoniale" lo leggo tutto (mi sposo fra qualche mese :)) e tornata in homepage noto un post nuovo in questo blog "mammario"  parallelo :) 
    complimenti per quello che fai, coraggio con il piccolo. non sono mamma (ma spero di poterlo diventare un giorno) ma mi sembra di capire che il piccolo voglia attenzione, ricordo che la mia sorella più piccola mangiava molto più volentieri se la si imboccava, era felicissima di quella piccola attenzione in più :) un augurio sincero per tutto, grazie per i link sulle partecipazioni, lo sto guardando ora :)

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  2. Bentornata! Ci mancavi... Lisa

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  3. madai, ho letto solo la primissima parte. a gaia han fatto una punizione simile (non si gioca finchè non hai finito la merenda anche se non ti piace) e mi son incavolata talmente tanto, ho sollevato un tale vespaio che non ci riproveranno mai più. Punire sul cibo secondo me è assurdo, sia per un bimbo che non mangia tanto (come gabo) sia per uno che mangia (come gaia) e a cui certe cose non piacciono.
    Se leggi gol di venerdi mattina, lì avevo spiegato bene.  

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  4. Non voglio minimizzare le comprensibili preoccupazioni, ma quando leggo le tue disavventure nel far mangiare Gabo penso sempre a quanto siamo tutti sovralimentati, già a partire dall'infanzia!
    Un bambino che mangia pochissimo e alla fine comunque sta bene e cresce, significa che l'organismo ha bisogno di molto meno di quanto normalmente si pensi. Io lo vedo su di me: in vacanza mangio poco, perchè non ho tempo, sono distratta e posso saltare un pasto senza problemi; a casa, con la routine quotidiana, mi viene "fame" ad orari fissi e mangio di più e più spesso.
    Non preoccuparti troppo; in questa nostra società ipernutrita l'appetito è quasi sempre un meccanismo psicologico. Il gusto del cibo gli verrà col tempo, è abbastanza normale che i bambini non ce l'abbiano!
    Ciaociao!
    D.

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