domenica 10 maggio 2009

Adelina e Guendalina

Sono passate due settimane dalla nostra gita a Roma, ma non ho mai avuto tempo di buttare giù più di due righe... Eppure è stata una bella esperienza, che ci è servita molto anche per decidere di "cambiare rotta" sulla pappa (ma ne parlerò con calma in un post a parte).

Per quanto riguarda la visita allo zoo, ha divertito e interessato molto più me rispetto a Gabo, almeno all'apparenza. Io sono rimasta davvero ben impressionata dal Bioparco: nonostante la tristezza della vita in gabbia, ho visto animali molto ben tenuti, di buon aspetto insomma, e anche prolifici. Lo zoo di Barcellona, che ho visto nel 2003, mi lasciò molta più amarezza...

Così, mentre io saltellavo da una zona all'altra gridando con eccitazione: "Gabo, guarda, gli elefantiiiiiii!!! Gabo, guarda, le giraffeeeee!!! Gabo, guarda, gli orsiiii!!!", il tutto condito da dotte citazioni cinematografiche dal Libro della giungla e affini, il nostro cucciolo d'uomo non dava segni particolari di apprezzamento (se non un accenno di stupore alla vista della tigre). Ma, soprattutto, da un certo punto in poi l'apparire di ben altra meraviglia nei vialetti del Bioparco ha attirato tutta la sua attenzione: il trenino elettrico.

Non importava che il giorno prima avesse visto decine di treni "veri", in due stazioni, con tanto di viaggio di 2 ore e 40 su un Eurostar (ma per lui era come stare chiuso in una stanza d'albergo, in effetti): per lui quel trenino era l'unica attrazione dello zoo. E ha gnolato finché non siamo riusciti a salirci per un giro di 10 minuti.

Be', però bisogna dire che si è divertito molto anche a rincorrere un piccione (e non c'era bisogno di andare fino a Villa Borghese a Roma per vederli, visto che li abbiamo sotto casa) e poi due incauti palmipedi in libera uscita. Sarà che le oche degli Aristogatti sono tra i suoi personaggi preferiti, ma l'incontro con quei due pennuti è valsa la gita allo zoo.

In realtà, anche se non dava a vederlo, questa immersione in un mondo animalesco "vero" e non solo di cartoni gli è piaciuto assai. Anche perché, da quando siamo tornati a casa, la sua lettura preferita è il libro dei Barbapapà che racconta di animali ("L'arca dei Barbapapà"), tanto che Gabo li chiama per nome uno ad uno, a modo suo ovviamente, specificando di averli visti tutti allo zoo.
"Paddo, su, nanna, vitto!" (il leopardo faceva la nanna su un ramo, l'ho visto)".
"Dillo, vitto" (coccodrillo, visto).
"Fote, vitte" (foche, viste).
"Tonte, vitto" (il fatto è che il rinoceronte non c'era, allo zoo di Roma... ma non me la sento di deluderlo dicendogli la verità!).

5 commenti:

  1. Se a Gabo piacciono le oche, ti consiglio di fare un giro al parco dei Giardini, a Corticella. Lì ci sono oche, anatre, cigni, germani reali e tanti altri palmipedi.

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  2. madainoncicredo13 maggio 2009 00:48

    Temo che ai palmipedi non piacerebbe Gabriele :-/

    Ho sentito parlare di quel parco ma non ci sono mai stata! In realtà anche nel giardino sotto casa abbiamo germani, tartarughe e pesci... e anche un laghetto!

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  3. Il Bioparco è davvero bello. Da bambina ci andavo sempre perché c'era la maratona lì vicino. Quanti ricordi...

    Sono felice che il piccolo si sia divertito ^^

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  4. Che dolcezza infinita :-)

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  5. Buona domenica... un bacio.

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