venerdì 17 giugno 2011

Non oso pensare come ci risponderà in adolescenza...


Ieri pomeriggio consegna dei "lavoretti" realizzati a scuola durante l'anno, con proiezione di 'slide' e mio piantino di commozione quando ho visto mio figlio vestito da pompiere, durante la recentissima visita ad una caserma dei Vigili del fuoco.

Come promesso, vado con Gabo a fare la spesa e gli faccio scegliere un nuovo Bakugan, che si aggiunge alla sua già cospicua collezione: circa una quindicina di pezzi.

La sera li mettiamo in fila sul pouff in sala e al papà scappa detto: "Gabo, ma quanti Bakugan hai??".

E lui, prontissimo e serio: "Papà, ma tu quanti libri hai??".

Non ce l'ho fatta e sono scoppiata a ridere...
Ma non oso pensare, se ha già la lingua lunga ora, che razza di risposte potrà darci da adolescente...

sabato 4 giugno 2011

I bambini li portano le aquile, l'ho capito da solo...


Al lavandino, una sera, mentre si lava i denti.


"Mamma, è vero che i bambini li portano le aquile?"
Le aquile? Vorrai dire le cicogne...
"Sì, le cicogne..."
Ma chi te l'ha detto?
(fa la faccia furbetta)
"L'ho capito da solo..."
(pausa)
"Da Dumbo!"
(ah già, all'inizio della storia una cicogna porta i cuccioli agli animali del circo)
Ma no, Gabo, i bambini non li portano le cicogne, nascono dalla pancia dalla mamma!
"Tanto lo sapevo già"
(la sua classica risposta da saputello che mi fa tanto irritare...)
---
E comunque, anche per stavolta me la sono cavata... chissà quando vorrà approfondire la questione quale sarà la domanda successiva.

Tanto, se mi chiede come fanno a uscire i bambini dalla pancia, la mia risposta sarà facile: "A me il medico ha fatto un taglio nella pancia e poi sei nato".
E non è una bugia

Sarà invece più imbarazzante spiegare come ENTRA un bambino nella pancia della mamma...

domenica 8 maggio 2011

La sua prima poesia, per la festa della mamma :-)


Gabo non ama esibirsi, tutt'altro. Anche alla recita di Natale, persino le maestre temevano di dover fronteggiare un suo rifiuto a cantare la canzoncina, e io ero quasi sicura che non avrei visto mio figlio assieme agli altri, tantopiù che dovevano indossare un ridicolo costume da minibabbonatale... Ma, stranamente, si travestì, uscì e cantò quasi tutta la canzoncina.

Ma finora si era sempre rifiutato di recitare le poesie che a scuola, già dall'anno scorso, insegnano ai bimbi in occasione delle principali ricorrenze. Questo fino a giovedì sera (5 maggio 2011), quando ha esordito come declamatore di versi! Doveva infatti consegnarmi il lavoretto fatto a scuola per la festa della mamma (una gruccia da lavanderia trasformata in cuore e decorata di fiorellini di carta). E, di sua spontanea volontà (anche perché tanto, se forzato o sollecitato, si rifiuta di fare o dire qualsiasi cosa...), mi ha recitato una sua personalissima interpretazione delle rime imparate a scuola! Anzi, siccome le ha ripetute due o tre volte, in ogni occasione forniva una versione diversa! Ma questo non conta, ovviamente... l'importante è che si sia "sbloccato", tanto da aver recitato anche la poesia imparata per Pasqua! Non solo, con la nonna aveva accennato anche ai versi appresi per la festa del papà, ma questi a me o a suo padre non li ha voluti proprio recitare...

Comunque, questa era la versione ufficiale della poesia dedicata a me, ricopiata nel bigliettino allegato al lavoretto:

"Ho chiesto ad un poeta
di scrivermi una poesia
con tanti auguri per te
mammina mia

Ma il poeta mi ha risposto
che il verso non gli viene
così ti dico solo
ti voglio tanto bene"
 

lunedì 18 aprile 2011

Dal pony al mammut


Weekend intenso, massacrante oserei dire, ma pieno di stimoli per Gabo.



Sabato abbiamo cominciato con una gita ad un centro ippico. Da tempo avevamo voglia di fargli provare questa esperienza, così ho prenotato un'ora di introduzione in un maneggio specializzato in pony. C'era stato a luglio con il centro estivo, ma era rimasto deluso ("non mi hanno fatto salire"... e per forza, erano 60 bambini!). Stavolta ha potuto invece fare un giretto in sella, dopo una mezz'ora di conoscenza con "Pollon", che ha potuto-dovuto spazzolare e strigliare a lungo per entrarci in confidenza. Dopo un'iniziale ritrosia (non voleva nemmeno avvicinarsi), Gabo si è lasciato andare ed è sembrato affascinato. Non pensiamo di fargli fare un vero e proprio corso, ma un'oretta ogni tanto sì.
Tra l'altro, dopo siamo andati a pranzare in un ristorante assieme ad una famiglia straniera (papà collega del papà, più mamma e due gemelle di 7 anni). E Gabo, che solitamente si annoia e non sta fermo un attimo, è stato impressionantemente buono e bravo. Avevo portato giornalini e colori, ma di solito dopo 10 minuti si annoia. Invece ha mangiato, colorato e persino partecipato alla conversazione sciorinando qualche parola in inglese! Eh sì, perché da un paio di settimane va anche a scuola di inglese... ne scriverò, prima o poi. Comunque, ho la vaga impressione questo comportamento a tavola sia stato favorito dal contatto con il cavallo.




Ieri, domenica, altra giornata pesante ma fruttifera. Avevo organizzato da tempo un evento gastronomico-didattico a cui si sono unite sette famiglie di suoi compagni di classe. Abbiamo cominciato con un pranzo di gruppo in un family-restaurant da noi già sperimentato un paio di volte: ma stavolta, nella sala giochi del locale, c'era anche un'animatrice, che ha intrattenuto Gabo e i sette compagni per tre ore! Forse hanno mangiato poco (difficile tenerli a tavola, visto il bengodi che li aspettava un paio di metri più in là), ma si sono divertiti tantissimo. E noi genitori abbiamo potuto mangiare più tranquilli del solito.
Finito il pranzo, passeggiata digestiva di 20 minuti fino al museo geologico universitario,  che da tempo desideravo visitare. Anche qui Gabo c'era stato con il centro estivo, ma forse perché era troppo piccolo, forse per la confusione del mega-gruppo, nemmeno se lo ricordava... Eppure c'è una notevole attrazione, motivo principale della nostra visita: lo scheletro di un diplodocus, grande dinosauro erbivoro. Avevo preparato Gabo da tempo, anche leggendo libri e guardando documentari, ma tanto a 4 anni e mezzo è entrato in pieno in "fase-dinosauro". Inoltre - non lo sapevo nemmeno io, che pure mi ero preparata consultando un paio di siti - il museo offre anche lo scheletro di un mammut, oltre a numerosi altri scheletri e resti di altri dinosauri.
Devo dire che tutti i bambini mi hanno favorevolmente colpito, perché hanno mostrato interesse, Gabo per primo: mentre in occasioni simili, anche nella recentissima visita al museo archeologico, tendeva a saltare da una vetrina all'altra, ieri si soffermava a lungo ed è tornato più volte davanti ai reperti di suo maggiore interesse.

E noi genitori? Ecco, diciamo che dopo un weekend così io, personalmente, mi sento un po' dinosaura... non proprio in "via d'estinzione", ma quasi.

sabato 9 aprile 2011

Complimenti


Ieri mattina: esco con Gabo per portarlo a scuola. Indosso un pantalone marrone, una casacca nera di lino e una fusciacca leggera color fango.



"Mamma, come sei elegante oggi!"



Stamattina: sono pronta per andare al lavoro. E' stato difficile decidere cosa indossare, visti i 30 gradi e gli armadi ancora zeppi di abiti invernali... L'unica cosa leggera è una maglia viola con maniche molto ampie e "spacco" sulle braccia, che abbino a pantaloni di viscosa neri.



"Mamma, vestita così sembri una strega!"

...



A ben guardare, aveva ragione.



Sono basita di come un maschietto di 4 anni abbia un concetto così preciso di eleganza.



(E appena arrivata nei pressi dell'ufficio, sono entrata nel mio negozio di fiducia e ho acquistato una canotta grigia con pizzo e una maglia nera di viscosa con maniche a pipistrello. Chissà se stasera passo l'esame del mio piccolo critico di moda...)

domenica 20 marzo 2011

Grazie Edipo


Uno dei motivi per cui una donna può desiderare un figlio maschio? La dichiarazione che mi ha fatto Gabo ieri sera:


"Ci sposiamo noi due quando io sono grande?"




La conversazione è proseguita così:

No, Gabo, quando sarai grande avrai una fidanzata e sposerai lei.
"Poi avrò un bimbo?"
Sì, avrai un bimbo o una bimba.
"Tu volevi un macchio e hai avuto un macchio..."
Esatto, io volevo un maschio, volevo Gabriele, volevo proprio te.
"Io invece voglio una bimba"
Ah sì?
"La legge funziona così: chi vuole un macchio ha un macchio, chi vuole una femmina ha una femmina"
In realtà è un po' più complicato... ma ora scegliamo un libro da leggere, eh?

(Devo prepararmi a rispondere a domande imbarazzanti, mi sa)

venerdì 18 marzo 2011

Un pomeriggio al museo


Ieri, per i 150 anni dell'unità d'Italia, pranzo in centro a Bologna in ristorante con provvidenziale sala giochi per bambini, seguito da visita al Museo civico archeologico.

Spieghiamo a Gabo che potrà vedere una mummia: la sezione egizia è infatti, pare, una delle più fornite al mondo.

Arrivati davanti alla teca, il nostro 4enne navigato non riesce a nascondere la sua delusione: "Ma mamma, quetta mummia non si muove!".

Mannaggia a Scooby Doo e alle conoscenze falsate che trasmettono i cartoni...
 







In compenso la sera, mentre guardiamo un documentario sul sole con tanto di tempeste solari e terremoti, Gabo tutto serio ci fa: "Se viene un terremoto bisogna andare sotto al tavolo, contare fino a 30, poi uscire in fila senza correre".
Io e mio marito strabuzziamo gli occhi...
E chi te lo ha detto?
"Le maettre!".

Stamattina a scuola mi informo e scopro che regolarmente fanno esercitazioni di evacuazione.
 







Be', vuol dire che - nonostante Scooby Doo e Zonzoli vari - qualcosa in quella testolina ci entra...