Visualizzazione post con etichetta vita di coppia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita di coppia. Mostra tutti i post

lunedì 3 settembre 2012

Piccoli grandi eventi (aspettando la scuola)

Eccoci qua, dopo una 'coda' vacanziera improvvisata a fine agosto per andare a trovare la nonna in Appennino. E ora l'estate è proprio finita, come ci ricorda la pioggia incessante che ci costringerà a inventarci qualche attività per stare in casa senza finire a fare le 'patate da divano' davanti alla tv...

Tra l'altro mancano ancora due settimane al primo giorno di scuola elementare e ancora non sappiamo nulla: né l'orario in cui presentarci, né chi sono le maestre, né che cosa dobbiamo acquistare. Anzi, pare addirittura che la riunione con le insegnanti sarà DOPO l'inizio della scuola. 

Insomma, sono un ricordo ormai lontano le giornate in spiaggia, le passeggiate a Parigi e anche i due giorni in piscina tra i monti! Ma tra le tante esperienze accumulate in questo mese di agosto, ci sono un paio di piccoli grandi eventi che possono rivoluzionare la nostra vita di tutti i giorni. 

Il primo è che Gabo ha finalmente dormito una notte senza di noi! Eh, lo so che per molti questo 'evento' è un fatto del tutto normale... Ma purtroppo noi, per una serie di motivi, non abbiamo questa possibilità. Si è però verificata per una sera al mare grazie a una circostanza che non sto a specificare. L'importante è che Gabo ha potuto dormire con la nonna paterna, che ha lanciato l'idea un po' a sorpresa. Devo ammettere che non eravamo proprio tranquillissimi, ma è andato tutto bene e soprattutto anche Gabo si è sentito 'grande'. Speriamo di poter ripetere presto l'esperienza... anche perché avere una sera (e una notte) tutta per noi è stato un grande regalo!

L'altro piccolo grande evento è che Gabo ha imparato a farsi la doccia da solo! Certo, bisogna dosargli lo shampo e il docciaschiuma se no inquina i fiumi, e poi appena tornato a casa mi ha chiesto di fare il bagno nella vasca con i giochi... Però la doccia è un'altra conquista di autonomia.

Ed entrambi questi traguardi (notte fuori e doccia da solo) finora aveva rifiutato di affrontarli.

Speriamo che tiri fuori lo stesso 'coraggio' anche nell'affrontare la nuova scuola...

lunedì 11 febbraio 2008

Stresssss

Dopo una settimana di lavoro e di corse per portare/riprendere Gabo dalla nonna, finalmente arriva il sabato... E puntualmente lo stress accumulato fa scoppiare il tappo.

Troppe cose da fare (la spesa innanzitutto, poi dobbiamo portare in cantina quella lampada da settimane davanti alla porta, riordinare documenti e bollette che si impilano in ogni angolo libero della libreria, voglia di andare in palestra/piscina ma alla fine non si trova il tempo, e non ce n'è nemmeno per curare un po' il proprio aspetto: da quanto tempo non riesco a darmi lo smalto?).
E poi, abbiamo un disperato bisogno di riposare che confligge con tutto il resto e anche con i ritmi di Gabo, che sceglie proprio il weekend per dormire meno e peggio...
Così, va a finire che gran parte del tempo libero lo passiamo a dormire, di giorno, a turni. E non si riesce a fare quasi nulla. E la lista delle cose da fare si allunga. E lo stress aumenta di pari misura...

Ecco, è arrivato il lunedì, un'altra settimana di lavoro e di corse e di cose da fare che si accumulano inesorabilmente.

Allora consoliamoci con i grandi progressi di Gabo, che sta decisamente bene. E che ha guadagnato circa mezzo chilo di peso in due settimane! A pancia piena (dopo la supercolazione con 400 ml di latte e 5 o 6 biscotti) è ormai sui 10 chili, quindi in media pesa 9,6-9,7 kg. Un successone.

Forse è davvero bastata la "curetta" data dal pediatra e seguita per poco più di una settimana dopo la gastroenterite: acido folico per l'anemia e un integratore di vitamine (Idroplurivit baby). E la bottiglia di Betotal sciroppo che ho comprato è ancora sigillata.

sabato 8 dicembre 2007

Avanti così

La nuova tecnica per la nanna continua a dare frutti abbastanza soddisfacenti. E' ormai una settimana che abbiamo cominciato con l'addormentamento direttamente nel lettino. Certe sere crolla immediatamante, e comunaue al massimo ci sono voluti cinque minuti di tiralo su-mettilo giù, come prevede il "metodo Hogg". Nelle ultime notti si è svegliato un paio di volte: ad esempio, stanotte alle 23 e alle 2. L'ho trovato in piedi nel lettino piagnucolante, ma mi è bastato sdraiarlo e non si è più tirato su. Dalle 2 ha poi fatto una tirata fino alle 7.

Nel post precedente mi ero dimenticata di specificare il motivo principale per cui ho deciso di applicare il metodo: da qualche notte, l'unico modo per riaddormentarlo era prenderlo nel lettone. Dove restava fino a mattina, impedendo a ME di dormire. Un po' perché tendeva a usurpare il mio posto, un po' perché non ero tranquilla. E visto che veniva nel lettone sempre prima (una volta alle 5, la notte successiva alle 4, poi alle 3...), il mio timore era che finisse per venire a nanna direttamente nel lettone. Conosco famiglie in cui dormono tutti e tre assieme da anni. E per me - per come la penso io, per come la vivo io - non è sano.

Per carità: mi piace avere mio figlio nel lettone... E' bello dormire abbracciati, sentire il suo respiro, accarezzarlo. Così come è tenerissimo addormentarlo in braccio, coccolandolo fino ad accompagnarlo nelle braccia di Morfeo. Ma tutto ciò - per me - è positivo se è l'eccezione. Non la regola.

Una bella eccezione è quella che abbiamo vissuto ieri come coppia: un giorno di ferie, tutto per noi. E' stata la prima volta che abbiamo passato una giornata "da soli" da quando Lenticchia è nato. L'ho accompagnato alle 9 al nido, poi sono tornata a casa. Avevamo dei giri da fare (banca, acquisti...), ma avevamo anche bisgno di recuperare la nostra dimensione "a due". All'inizio ho provato una sensazione stranissima, non del tutto positiva... Perché una cosa è portare il proprio figlio al nido perché si deve andare a lavorare, un'altra è perché si vuole restare "da soli". Però poi ci siamo goduti le nostre sette ore di libertà.

Da ripetere. Magari prima che passi un altro anno...

martedì 20 marzo 2007

Viva il papà!

Ieri la mia mamma mi ha spinto in carrozzina per due ore, correndo di qua e di là per il paese, in cerca di una magliettina e di un pennarello da stoffa. Correva e spiegava alla mamma di Pupetta che voleva dedicare un pensierino al mio papi, visto che era la sua festa.
La mamma ha pure preso una gran sudata, per fare questa sorpresa al papi, e mi sa che si sta ammalando: stanotte si è svegliata facendo tre volte etciù, e anche oggi ha fatto tanti etciù.
Fatto sta che si è impegnata per fare questa cosa per il papi, perché lei ci vuole tanto tanto bene, a lui e a me.
Così quando il papi è tornato a casa mi ha trovato vestito così:



Ma il papi non è che ha mostrato di avere apprezzato tanto l'iniziativa.
Infatti ha chiesto alla mamma: "L'hai fatta tu?"
(Come per dire: "Spero che 'sta ciofeca non sia costata troppo...")
Il mio papi è ligure, eh.
Ma la mamma non se l'è presa, perché tanto io e lei ci siamo divertite tanto a preparare la sorpresa.



E poi la mamma ci ha fatto pure uno scherzetto, al papi...



...perché Viva il papà, ma la mamma è sempre la mamma!

lunedì 19 marzo 2007

Esperienze

Lenticchia ha fatto nuove esperienze nel weekend.

Sabato mattina ha fatto la sua prima doccetta. Spero infatti di riuscire a portarlo in piscina, prima o poi, e lì  - ho pensato - dovrò pure fargli la doccia, no? E così sono entrata nel box con lui in braccio, con il papà pronto ad acchiapparlo all'uscita con l'asciugamano.
Di primo acchito Lenticchia non ha reagito bene: appena ho chiuso la portina del box ha pianto, forse per il rumore. E' di orecchie delicate... Però ci abbiamo riprovato subito, chiudendo il box con delicatezza. E il secondo tentativo è andato in porto.
La doccetta in sé non lo ha né entusiasmato né infastidito, proprio come il bagnetto, che noi - genitori pigri - gli facciamo fare solo un paio di volte a settimana. Per me, però, è stato un problema girarlo, sotto la doccia, per insaponarlo bene dappertutto. Temevo mi sguillasse via! E poi, senza il papà che aspetta lì accanto con l'asciugamano, come si fa in piscina??? Anche la mamma è bagnata e deve asciugarsi!
Accettasi suggerimenti.

L'altra esperienza, decisamente fallimentare, è stata la prima volta di Lenticchia al cinema, sabato pomeriggio.
No, mica siamo andati a vedere, che so, Gli Aristogatti o Cars. Ma - udite udite - "L'arte del sogno" di Gondry. Una pizza allucinante.
L'idea di partenza, però, era carina. Si tratta infatti del CineNido, sottotitolo "Visioni disturbate", un'iniziativa della Cineteca di Bologna per permettere ai genitori di andare al cinema con pupetti al seguito, visto che - come avverte la newsletter via mail - in sala vige il diritto di pianto e di schiamazzo. Ci aspettavamo perciò di vivere una situazione divertente, con tanti cuccioli in sala e la possibilità di farli giocare e distrarli durante il film.
Macché...
Si trattava praticamente di una proiezione come tutte le altre, quindi con buio in sala, audio a tutto volume e pubblico "normale", in gran parte ignaro dell'iniziativa, visto che l'unico avvertimento è una scritta piccola piccola sul cartellone del cinema.
Impossibile lasciare Lenticchia nel passeggino, come avevamo pensato di fare, perché aveva paura e sobbalzava ad ogni rumore. Perciò abbiamo dovuto tenerlo in braccio per tutto il tempo, passandoci la palla e vivendo con un po' di senso di colpa i suoi giustificatissimi lamenti. Così siamo andati via un quarto d'ora prima della fine, tanto il film l'avevamo seguito poco o niente, ed era abbastanza inguardabile.

In sala ho contato, oltre a Lenticchia, altri tre bimbi.
Tutti gli altri spettatori avranno pensato: ma chi sono questi pazzi che vengono al cinema con dei lattanti?
E hanno ragione.
Come ha detto il papà, una rassegna così è pensata per genitori egoisti.
Perciò, caro Lenticchia, la prossima volta che andremo al cinema sarà per vedere un bel cartone animato.
E mamma e papà, per i film "da grandi", continueranno ad andarci da soli, almeno una volta al mese!

mercoledì 7 marzo 2007

Dodici mesi

Giorno più, giorno meno, oggi la "lenticchia" compie 12 mesi.

La data precisa non la sappiamo. Forse il 4 marzo, o forse proprio il 7, come aveva prospettato l'oroscopo di Paolo Fox.

Verso il 10 marzo andai dalla ginecologa e le annunciai che da qualche giorno avevamo aperto la caccia. Le chiesi quante probabilità avevo di poter rimanere incinta, vista l'età. In fondo, avrei anche potuto essere sterile... Mi chiese se volevo saperne di più sulla fecondazione assistita e declinai cortesemente. Mi prospettò comunque, in caso di insuccesso, una isterosalpingografia, esame che in genere si fa dopo 12 mesi di tentativi a vuoto, ma con i miei 40 anni era consigliabile anche subito. Le dissi che magari ci avrei pensato verso giugno. Poi mi fece un'ecografia, e vidi per la prima volta il mio utero. Ero in fase post-ovulatoria. "Se anche ci fosse qualcosa, sarebbe troppo presto per vederlo...". Mi disse.

Non si vedeva ma c'era.

Adesso è di fianco a me che ronfa.

L'emozione è cominciata un anno fa, e continua giorno dopo giorno...

lunedì 26 febbraio 2007

Weekend

Sabato mattina sono tornata per la prima volta in piscina. Ho fatto in tutto dieci vasche e ogni due mi dovevo fermare per il fiatone. Gli specchi dello spogliatoio hanno rimbalzato un'immagine di me irriconoscibile... L'ultima volta c'ero stata col mio splendido pancione, all'inizio di novembre. Ora ho la panza-post-gravidanza, le gambe burrose e una latteria pesantissima. Ci vorrà tanto impegno per piacersi di nuovo...

Sabato sera siamo andati al cinema a vedere "Saturno contro", lasciando Lenticchia con la nonna. Dopo un quarto d'ora eravamo già stufi! Il film è piuttosto noioso di suo, e il pensiero di che cosa stesse facendo il cucciolo a casa certo non aiutava a concentrarsi. Due ore interminabili, al termine delle quali abbiamo trovato Lenticchia sulla via del sonno (brava nonna!), quindi senza nessuna apparente crisi di mammite. In compenso, ad aspettarci sul lavandino del bagno, c'era un pannolo pieno di c@cca semiliquida. "Ve l'ho lasciato perché secondo me è un po' di diarrea", ha detto mia madre. E io: "Ma nooooo, è normalissima!". Infatti...

La domenica è trascorsa con il conto delle scariche. Alla quarta consecutiva, sempre semi-liquida e all'odore di caramello, abbiamo chiamato il pediatra. Il quale, come sempre, ci ha tranquillizzati: "Ma no, è normalissimo, non mi preoccuperei. Dategli dei fermenti lattici". Segue prescrizione del Reuflor in gocce e mia affannosa ricerca di una farmacia aperta per turno che l'avesse: trovata alla sesta telefonata.

Domenica sera doveva segnare la mia rentrée mondana: un'amica mi aveva infatti invitata a una cena - diciamo così - da... "Mille e una notte". Ma mi sarei sentita una mamma degenere a lasciare Lenticchia alle prese con la sua prima bua al pancino, anche se lui non mostrava segni di sofferenza (ha sorriso, giocato e dormito tranquillamente tutto il giorno). Inoltre il mio menù di ieri, per evitare aggravi della situazione a causa mia, prevedeva pasta in bianco, petto di pollo alla griglia e finocchio crudo. Il cous cous c'azzeccava poco, insomma. Quindi rentrée rinviata...

La nottata è trascorsa abbastanza tranquilla, almeno per Lenticchia, che non ha avuto altre scariche. Forse è stata una sorta di auto-regolazione: negli ultimi due giorni era stato un po' "murato" ed era aumentato di due etti; con le scariche di ieri li ha persi. Per sicurezza, stanotte lo abbiamo riportato in camera nostra, dove non dormiva da due mesi, e ha ronfato tutta notte o quasi. In compenso, io e il papà ci siamo svegliati alle 4.

Certo che fare i genitori stanca. E siamo appena all'inizio...

mercoledì 14 febbraio 2007

Un anno fa...

Oggi per me è un giorno di festa.
No, non c'entra San Valentino, ricorrenza che non mi interessa.
E' che il 14 febbraio 2006 è stata una giornata molto importante.

Esattamente un anno fa, all'incirca a quest'ora, io e il mio compagno andammo ad una visita medica che avevo prenotato in dicembre. Un'attesa di due mesi che passò in un lampo... erano ben sei anni, infatti, che aspettavo una risposta ad un mio problema ormai cronico: la toxoplasmosi.

Come sa chiunque abbia vissuto una gravidanza, la toxo è uno spauracchio per le donne incinte. Infatti contrarla in gravidanza può portare danni gravissimi al feto.
Se si risulta negative al toxotest (ovvero non si è mai contratta la toxoplasmosi), bisogna stare attente a ciò che si mangia e al contatto con animali, specie i gatti. La toxo è infatti una malattia praticamente asintomatica causata da un protozoo che si propaga per contatto oro-fecale (feci-bocca) e quindi tramite ingestione di carni crude infette (compresi gli insaccati) e verdura cruda lavata male, oppure per una "promiscuità" con animali domestici infetti (da qui il consiglio di pulire la lettiera dei gatti con i guanti, e di evitare di baciare Fuffi in gravidanza).

Però, una volta che si è contratta la toxo, dopo alcuni mesi si diventa immuni, cioè vaccinati.
Be', io per sei anni consecutivi sono risultata con "toxo-infezione in corso" (Igg e Igm positive), tanto che sul referto degli esami del sangue compariva la scritta "ricontrollare tra 4-6 mesi". Io ricontrollavo, e il risultato era sempre lo stesso.

Nel tempo ho consultato diversi medici, soprattutto ginecologi e infettivologi, ma nessuno riusciva a capire perché io non diventassi immune. Ho tentato anche una cura pesantissima con un anti-malarico che, dopo quattro giorni, mi ha portato a un ricovero d'urgenza in ospedale per reazione allergica...

Ero sull'orlo della disperazione. Finché un giorno, grazie a internet, sono riuscita a mettermi in contatto con un infettivologo del Gaslini di Genova che poi mi ha consigliato un'esperta del Sant'Orsola di Bologna.

Ed è proprio lei che, un anno fa, ci diede finalmente la diagnosi: è come se io fossi portatrice "sana" di toxo. Non risulterò mai immune, ma non ci sarebbe stato nessun rischio di trasmissione della malattia al feto.

Via libera, insomma.

Tre settimane dopo, mi si è annidata una lenticchia nella pancia...

sabato 3 febbraio 2007

Allattare stanca

Sono ormai quattro notti consecutive che Lenticchia osserva il nuovo orario, con dieci ore di distanza tra l'ultima poppata serale e la prima mattutina: cena tra le 19 e le 20, nanna dopo un'oretta, sveglia tra le 5 e le 6, colazione e di nuovo nanna fino alle 8-9.
In questo modo salta un'aggiunta di latte artificiale (LA): infatti prima, quando la poppata notturna era alle 2.30, dopo una ciucciatina di 5-10 minuti per seno gli davo un biberon da 120 ml. Ora alle 5 sono abbastanza in forze per allattarlo esclusivamente al seno.

Siamo quindi sulle cinque poppate al giorno. A volte sei: ad esempio, quando mi capita di dargli una "merendina", di pomeriggio, a casa di un'amica o di mia madre.
In ogni caso, di solito ora mi limito ad un'aggiunta di LA una sola volta: la sera.

Sono molto contenta, ma anche più stanca di prima, paradossalmente. Il fatto è che allattare al seno è davvero defatigante: assieme al latte, infatti, è come se Lenticchia succhiasse le mie forze. Il risultato è che se prima crollavo addormentata sul divano verso le 22, e almeno un episodio di "CSI" o mezzo film riuscivo a vederlo, adesso svengo già verso le 20.30, durante "Will and Grace".
Così il papà spesso si trova il cucciolo addormentato su una spalla e la mamma sull'altra.


Non ho mai dormito tanto in vita mia come negli ultimi giorni...
Il mio obiettivo è di riuscire a stare sveglia un po' più a lungo.
Un po' per volta, ce la farò.
Spero prima della fine dell'allattamento!

lunedì 29 gennaio 2007

La ricerca della felicità

Sabato sera prima uscita serale in coppia senza Lenticchia. Siamo andati al cinema sotto casa e quindi siamo rimasti fuori poco più di due ore. Ed è andata così così... nel senso che io sono stata piuttosto agitata per tutta la durata del film, ma l'agitazione l'ha provata anche - e soprattutto - il cucciolo, che si è reso conto della novità.

Lenticchia ormai da parecchi giorni fa l'ultima poppata tra le 18.30 e le 20; dopo schiaccia un pisolo in carrozzina, in sala di fianco a noi, quindi passa direttamente in culla senza nemmeno accorgersene e si sveglia verso le 2.30.
Sabato sera, però, ha sentito la nostra assenza. Infatti siamo usciti alle 19.45 quando lui già dormiva in carrozzina, ma verso le 20.30 si è svegliato e in casa ha trovato la nonna. Era già successo, ma soltanto di giorno, e Lenticchia non aveva mostrato particolare sbigottimento. Ma sabato sera sì.

Mia madre, vedendolo agitato e piagnucoloso, ha pensato che fosse fame e gli ha dato il biberon da me lasciato in frigorifero. Però, finita la "merenda", ha continuato a cercare quello che la nonna non poteva certo dargli: la tetta...

Quando siamo tornati a casa, poco dopo le 22, ha fatto prima un gran sorrisone al papà, poi si è attaccato a mamma-ciuccio e dopo appena 5 minuti si è addormentato.

Non era fame. Era voglia di mamma...
Mi sa che faremo passare qualche altra settimana prima di tornare fuori la sera senza di lui.

giovedì 28 dicembre 2006

Il regalo più gradito

Non sono un'appassionata di regali di Natale. Non sono credente e credo che sia una ricorrenza soprattutto dedicata ai bambini. Ma con le amiche più care, la mamma e la sorella resta la tradizione di scambiarsi un pensiero. Nulla di impegnativo, insomma, e spesso si tratta di regalini "a richiesta". A mia madre, ad esempio, quest'anno ho chiesto una crema anticellulite... Eh sì, la gravidanza mi ha lasciato anche questo ricordino! Ma spero di tornare al più presto in piscina, per motivi estetici ma soprattutto per alleviare la mia schiena, già affaticata dal cucciolo in crescita esponenziale.

Mia sorella, invece, mi ha fatto un regalo a sorpresa, originalissimo e davvero molto, molto gradito! Si tratta di 10 ingressi al cinema vicino a casa, con la promessa di fare da baby sitter a Lenticchia. Prima, però, deve fare un corso accelerato di tecniche base di manutenzione di neonato... Domani è in programma la prima lezione.

Come mi ha detto allusiva mia madre qualche giorno fa, "è importante che voi due vi ritroviate anche come coppia...". E non solo per un'uscita al cinema.

Non mi sembrava carino dirglielo, alla mamma. Ma anche in quel senso lì, abbiamo già cominciato a ritrovarci. La ripresa veloce delle danze è uno dei vantaggi del parto cesareo... Ed è importante sì!