Martedì pomeriggio incontriamo sotto casa un amichetto di Gabo.
Si sono salutati più o meno così:
Amico: caccapuzzamerda
Gabo: ciccione cacone
Amico: e tu sei un puzzolone
Gabo: ti sputo la ciccia in bocca!
Dopodichè, si sono offesi, picchiati, tirati i capelli, sputati, rotolati per terra per circa un'ora.
Il tutto in amicizia, eh.
Oh, che bello avere un maschietto di tre anni e mezzo, e in piena fase parolaccia...
Una che a 40 anni si è trovata una "lenticchia" nella pancia, a 41 è diventata mamma, a 43 si è sposata, e ancora non ci crede!
giovedì 22 luglio 2010
Oi dialogoi
venerdì 16 luglio 2010
Centro ettivo cattivo
Siamo ormai al finire della seconda settimana di centro estivo, sul totale di sei che Gabo quest'estate dovrà sopportare... Il primo impatto non è stato positivo, soprattutto per lui. Già il secondo giorno l'ha ribattezzato "centro ettivo cattivo", con la variante "cattivone" (ma perché in questo periodo tende a usare il suffisso accrescitivo per ogni parola). E il terzo giorno l'ho lasciato in lacrime, proprio non ne voleva sapere, singhiozzava "portami a casa, qui non ci voglio stare!". Tra l'altro, era il giorno del mio compleanno, ed ero così sconvolta che, appena risalita in auto per andare al lavoro, ho investito una bici... Per fortuna l'ho solo sfiorata e non è successo niente, ma insomma, ero in lacrime anch'io...
Comunque, piano piano, si sta abituando. O quantomeno rassegnando. Eppure a me sembra ben organizzato e anche la scuola non è male, anzi, è sicuramente più bella della sua. Il programma è denso e vario, ogni giorno fanno attività diverse, ogni martedì fanno una gita (la prima settimana sono andati in un parco, la seconda in un centro giochi con gonfiabili, la prossima sarà la volta di un centro ippico) e ogni giovedì piscina. Ma Gabo ha un atteggiamento negativo su tutto: non partecipa quasi mai ai laboratori (di gioco-danza e riciclo il lunedì, di judo e teatro il mercoledì, di musica e canto il venerdì), preferisce stare in disparte e da solo, anche se negli ultimi giorni pare che la situazione cominci a migliorare.
Quello che proprio non va è il momento del pranzo, ma anche della cena a casa. E' in fase di digiuno totale. A parte colazione (con 300 ml di latte e 8 biscotti) e merenda a casa (sempre latte e biscotti, perché salta anche la merenda a scuola), accetta solo di bere succhi. Ieri sera ha cenato con una banana. Siamo stanchi e preoccupati e a volte ci monta una rabbia mista a preoccupazione che ci fa perdere la testa...
Abbiamo deciso di cercare di far finta di niente, come ci hanno sempre consigliato i pediatri con cui abbiamo parlato. Ma è molto difficile. E se dovesse continuare così, credo che a settembre chiederò aiuto...
Intanto, lo scorso weekend abbiamo fatto una bella gita di due giorni in Toscana, con visita allo zoo di Pistoia (ma Gabo ha mostrato totale disinteresse per gli animali come un anno fa al Bioparco di Roma, quindi con gli zoo per il momento abbiamo chiuso) e al parco di Pinocchio a Collodi (e qui si è divertito un po' di più). Non c'è niente da fare, lui è soprattutto "fisico" e quindi, ovunque andassimo, era interessato solo ai giochi e agli scivoli. Per fortuna in albergo c'era la piscina, dove abbiamo passato un pomeriggio, e lì si è scatenato in una serie di tuffi. Quantomeno, tutti i sacrifici che ho fatto per portarlo in piscina in inverno, dove non voleva proprio saperne di andare e per mesi mi è stato attaccato al collo rifiutando persino di indossare i braccioli o il salvagente, hanno dato qualche frutto... Vedremo al mare: ancora due settimane di centro ettivo cattivo, e finalmente saremo in vacanza!
venerdì 2 luglio 2010
Batticuore
Cominciamo dalla fine: è tutto ok, il cuore di Gabo non ha alcun problema.
Torniamo all'inizio. Una decina di giorni fa, appena usciti di casa per andare a scuola, Gabo mi fa: "Mamma, ho il cuore che mi batte forte nella pancia". Sì, tesoro, è normale, il cuore batte...
Già nei giorni precedenti aveva detto la stessa cosa, sempre la mattina, quindi a riposo, e non ci avevo dato peso. Ma, quel giorno, ha aggiunto: "Mamma, senti!". Così mi sono fermata - eravamo ancora nel cortile - e gli ho posato una mano sul torace. Mi è bastato sfiorargli la maglietta per sentire un fortissimo PUM PUM PUM. Non tanto accelerato, ma proprio un battito violento. Ho fatto finta di niente e l'ho portato a scuola.
Poi ci ho ripensato, mi è montata l'ansia e dopo un paio d'ore ho chiamato il pediatra per riferirgli l'episodio. Lui, come sempre, è stato tranquillizzante: "E' normale, a volte i bambini hanno tachicardie, un po' di cardiopalmo. Però è meglio controllare. Venga che le faccio la richiesta per un elettrocardiogramma".
E nell'impegnativa, che prescriveva anche una visita cardiologica, ha scritto "per sospetta tachicardia parossistica sopraventricolare". Urgenza differita, ovvero da effettuare entro 7 giorni.
Dopo aver fatto diverse telefonate e innumerevoli code tra punti di prenotazione e reparti ospedalieri, dopo due ore ho finalmente trovato il posto giusto (cardiologia pediatrica) e prenotato la visita, fatta ieri mattina.
Gabo è stato davvero bravissimo, considerata anche la lunga attesa, per fortuna distratta da una tv 42 pollici con cartoni animati. Ha mugolato un po' solo all'inizio, quando ha visto le pinze che gli dovevano applicare a polsi e caviglie, ma l'infermiera è stata bravissima: "Ti mettiamo i braccialetti dell'uomo ragno". Io lo tenevo in braccio e gli ho ripetuto quel che gli avevo già spiegato prima di portarlo in ambulatorio: "Andiamo in un posto dove con una macchina speciale ti fanno un disegno del tuo cuore, ma è un disegno astratto, con delle righe che vanno su e giù...".
Finito l'esame, nuova lunga attesa per la visita. E anche la cardiologa, con un modo di fare molto dolce, l'ha conquistato. Dopo aver esaminato l'Ecg, ha infatti deciso di effettuare un'ecografia cardiaca, accertamento molto più lungo, e Gabo ha veramente superato se stesso: è stato fermo sdraiato, prima sul fianco poi sulla schiena, per tutto il tempo senza fiatare e senza agitarsi. "Lo sai che dentro al tuo cuore c'è nascosto un cagnolino? Ora te lo faccio vedere e anche ascoltare...", gli ha spiegato la dottoressa.
Poi, il verdetto: non c'è nulla di patologico, le tachicardie nei bambini sono frequenti ma possono impressionarli parecchio. A volte dicono "ho male al cuore" e questo fa spaventare molto, sia loro, sia i genitori. Mi ha spiegato come rilevargli il battito nel caso dovesse lamentare altri episodi (posandogli un dito sull'inguine) e ci richiameranno tra 8 mesi per un controllo nel reparto di aritmologia. In ogni caso, un Ecg è un esame che prima o poi i bambini fanno di routine, e così abbiamo già fatto anche questo.
Soprattutto, mi sento più tranquilla in vista di lunedì, quando Gabo comincerà il centro estivo. Il programma, infatti, è molto impegnativo: ogni giorno faranno attività sportive (come judo e piscina), laboratori (teatro, danza, musica, canto, pittura, riciclo...) e persino una gita a settimana in località distanti anche 20 chilometri (un parco, un centro ippico e due musei).
Speriamo che si diverta, e soprattutto che, complice la prevedibile stanchezza, cominci a dormire un po' di più la notte... A parte i risvegli per sogni o letto bagnato (ha avuto un'altra infilata di qualche giorno, ora siamo di nuovo in fase asciutta), nonostante dorma con la tapparella completamente abbassata, alla prima luce che filtra si sveglia, anche alle 5... e non prende più sonno.
Lui è stanco, ha persino le occhiaie. E noi, francamente, siamo sull'orlo dell'esaurimento...
lunedì 28 giugno 2010
Per non dimenticare
Sai Gabo, adesso andiamo in un museo dove non sono mai stata. Molti bolognesi nemmeno sanno che esiste, questo museo. E ci andiamo oggi perché è un giorno importante. Perché 30 anni fa è successa una cosa, e ancora non si sa bene come e perché è successa. Ma è giusto che tu veda e sappia, perché è la storia del nostro Paese.
"Mamma, guarda, è tutto rotto!"
Sì, Gabo, è rotto.
"Ed è vecchio!"
Sì, Gabo, è vecchio, tutti quei pezzi sono rimasti in mare tanti anni, quindi sono arrugginiti.
"Guarda l'ala come è grande!"
Sì, è grande ed è intatta. Che impressione...
(In una saletta scorrono le immagini delle operazioni di recupero: quattro anni di immersioni per pescare 2500 pezzi, che sono stati montati su un'anima di ferro. Daria Bonfietti cammina in mezzo al relitto, tra gli oggetti posati per terra, e piange).
"Mamma, adesso torniamo a vedere quello vero? Questo è finto..."
No, Gabo, non è finto, è vero anche quello sullo schermo.
Purtroppo, è tutto vero.
(Dialogo del 27 giugno 2010, al Museo per la memoria di Ustica, nel 30° anniversario della strage)
lunedì 21 giugno 2010
Bernoccoli e addizioni
Ieri mattina Gabo è caduto (in casa, in camera sua, mentre ero seduta di fianco a lui!) e si è fatto un bernoccolone in fronte... Nulla di grave, poteva andare molto peggio, ma ogni volta che cade e si fa male divento sempre più isterica. Tanto che, dopo averlo consolato e soccorso con ghiaccio e arnica gel, l'ho pure sgridato... Non riesco ad abituarmi all'idea che dovrò gestire ferite e contusioni per diversi anni.
Lui, dopo aver pianto per il male e anche per lo spavento, si è presto tranquillizzato, ma ha chiesto: “Esce sangue?”.
No, hai solo un bernoccolo... ecco, te lo faccio vedere allo specchio.
“E quando passa?”
Tra due giorni non avrai più nulla, vedrai...
Certo, l'idea del tempo che passa non gli è ancora chiarissima. Sa che “dieci minuti” durano poco e “tre mesi” molto di più, ma ogni tanto, la sera, mi chiede: “Quando ci svegliamo è domani?”.
E stamane, mentre aspettavamo l'ascensore, mi ha chiesto: “Il bernoccolo mi passa tra due giorni?”
Sì, tesoro.
“Oggi è un giorno, poi un altro giorno”, ha detto guardandosi le dita di una mano, come per contare.
Esatto, uno più uno fa due, mi è venuto spontaneo dirgli.
Così mi sono resa conto che, grazie al bernoccolo, ha fatto la sua prima addizione!
martedì 15 giugno 2010
Perle: affari di papà
Stamattina Gabo mi ha regalato una di quelle frasi che ti fanno (sor)ridere per un'intera giornata.
Era per terra, in sala, a giocare con le macchinine. E mi chiama: "Mamma, devo dirti una cosa!"
Dimmi, tesoro.
"Mamma, il mio pisellino si sta muovendo da solo. Forse perché sto giocando, allora anche il mio pisellino gioca!"
(Su questo versante, comunque, gli accordi pre-filiazione prevedono che ad ogni domanda risponda il papà...)
* * *
Qualche giorno fa, Gabo era a spasso con il papà. Incrociano due ragazzine. "Papà, quelle ragazze sono belllllissime!"
(Ecco, già me li vedo tra qualche anno a fare apprezzamenti un po' più piccanti!)
* * *
Ieri sera, poco prima dell'ora della nanna, Gabo si sdraia sul lettone di fianco al papà.
"Voglio dormire con te!"
No, tu dormi nel tuo letto in cameretta e io dormo con la mamma, poi quando tu sarai grande dormirai assieme alla tua fidanzata. Con chi ti vuoi fidanzare?
"Io voglio fidanzarmi con la mamma!"
No, la mamma l'ho conosciuta prima io e mi ci sono fidanzato io.
"Ah. Allora con Pupetta..."
lunedì 14 giugno 2010
La fatina del letto asciutto
Il bilancio della prima settimana di spannolinamento notturno era stato piuttosto negativo. Questa la sequenza: una notte asciutta, una bagnata, una asciutta, poi quattro consecutive bagnate...
Mi ero data un paio di mesi di tempo, ma ero già piuttosto sconfortata: tra l'altro, una notte l'ho dovuto cambiare completamente (lui e il letto) ben due volte! E in genere manco se ne accorgeva, di essersela fatta addosso. In uno dei tanti miei risvegli da insonne mi alzavo, lo andavo a controllare e lo trovavo beatamente dormiente in una pozza di pp...
Così mi è venuta un'idea. "Sai, Gabo, c'è la fatina del letto asciutto che tutti i giorni, quando a casa non c'è nessuno, viene a controllare nella tua cameretta. E se capisce che hai fatto la nanna senza bagnarti, ti lascia una sorpresa". Insomma, ho mutuato un po' la schema dei "pesci della c@cc@" che un po' erano riusciti a sbloccare la situazione, un anno fa, quando ancora non ne voleva sapere di farla nel vasino e la faceva o nel pannolo o nelle mutande. Forse sul blog non ne ho mai parlato, di questa favola: in pratica, la storia è che la c@cc@ fatta nel w.c. arriva nel mare dove ci sono i pesci che fanno una grande festa e, poi, gli facevano trovare da qualche parte in casa un regalino (in genere una macchinina, grazie a cartoni da 10 presi in edicola a 5 euro...).
Non so se sia stata la fatina, o semplicemente che è arrivato il momento giusto, ma dopo questa mia rivelazione sono seguite cinque notti consecutive asciutte! Così nel letto gli faccio trovare una macchinina o un altro aggeggino da meno di un euro (dopo aver fatto scorta al supermercato).
Il fatto è che la novità gli è piaciuta tanto che lui racconta a tutti della fatina del letto asciutto! Io gli ho detto di non parlarne ai suoi amici perché non va in tutte le case... e comunque non passa proprio tutti tutti i giorni... Fatto sta che ieri l'ha raccontato anche alla sua adorata amica Pupetta e lei, tutta ammirata, ha commentato: "Ma come sei fortunato!".
Poi stamattina, in verità, un goccino di pp gli è scappato... Ma forse siamo sulla strada giusta!