lunedì 21 giugno 2010

Bernoccoli e addizioni


Ieri mattina Gabo è caduto (in casa, in camera sua, mentre ero seduta di fianco a lui!) e si è fatto un bernoccolone in fronte... Nulla di grave, poteva andare molto peggio, ma ogni volta che cade e si fa male divento sempre più isterica. Tanto che, dopo averlo consolato e soccorso con ghiaccio e arnica gel, l'ho pure sgridato... Non riesco ad abituarmi all'idea che dovrò gestire ferite e contusioni per diversi anni.



Lui, dopo aver pianto per il male e anche per lo spavento, si è presto tranquillizzato, ma ha chiesto: “Esce sangue?”.
No, hai solo un bernoccolo... ecco, te lo faccio vedere allo specchio.
“E quando passa?”
Tra due giorni non avrai più nulla, vedrai...

Certo, l'idea del tempo che passa non gli è ancora chiarissima. Sa che “dieci minuti” durano poco e “tre mesi” molto di più, ma ogni tanto, la sera, mi chiede: “Quando ci svegliamo è domani?”.

E stamane, mentre aspettavamo l'ascensore, mi ha chiesto: “Il bernoccolo mi passa tra due giorni?”
Sì, tesoro.
Oggi è un giorno, poi un altro giorno”, ha detto guardandosi le dita di una mano, come per contare.
Esatto, uno più uno fa due, mi è venuto spontaneo dirgli.



Così mi sono resa conto che, grazie al bernoccolo, ha fatto la sua prima addizione!

martedì 15 giugno 2010

Perle: affari di papà



Stamattina Gabo mi ha regalato una di quelle frasi che ti fanno (sor)ridere per un'intera giornata.

Era per terra, in sala, a giocare con le macchinine. E mi chiama: "Mamma, devo dirti una cosa!"

Dimmi, tesoro.

"Mamma, il mio pisellino si sta muovendo da solo. Forse perché sto giocando, allora anche il mio pisellino gioca!"

(Su questo versante, comunque, gli accordi pre-filiazione prevedono che ad ogni domanda risponda il papà...)

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Qualche giorno fa, Gabo era a spasso con il papà. Incrociano due ragazzine. "Papà, quelle ragazze sono belllllissime!"

(Ecco, già me li vedo tra qualche anno a fare apprezzamenti un po' più piccanti!)

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Ieri sera, poco prima dell'ora della nanna, Gabo si sdraia sul lettone di fianco al papà.



"Voglio dormire con te!"

No, tu dormi nel tuo letto in cameretta e io dormo con la mamma, poi quando tu sarai grande dormirai assieme alla tua fidanzata. Con chi ti vuoi fidanzare?

"Io voglio fidanzarmi con la mamma!"

No, la mamma l'ho conosciuta prima io e mi ci sono fidanzato io.

"Ah. Allora con Pupetta..."

lunedì 14 giugno 2010

La fatina del letto asciutto



Il bilancio della prima settimana di spannolinamento notturno era stato piuttosto negativo. Questa la sequenza: una notte asciutta, una bagnata, una asciutta, poi quattro consecutive bagnate...



Mi ero data un paio di mesi di tempo, ma ero già piuttosto sconfortata: tra l'altro, una notte l'ho dovuto cambiare completamente (lui e il letto) ben due volte! E in genere manco se ne accorgeva, di essersela fatta addosso. In uno dei tanti miei risvegli da insonne mi alzavo, lo andavo a controllare e lo trovavo beatamente dormiente in una pozza di pp...



Così mi è venuta un'idea. "Sai, Gabo, c'è la fatina del letto asciutto che tutti i giorni, quando a casa non c'è nessuno, viene a controllare nella tua cameretta. E se capisce che hai fatto la nanna senza bagnarti, ti lascia una sorpresa". Insomma, ho mutuato un po' la schema dei "pesci della c@cc@" che un po' erano riusciti a sbloccare la situazione, un anno fa, quando ancora non ne voleva sapere di farla nel vasino e la faceva o nel pannolo o nelle mutande. Forse sul blog non ne ho mai parlato, di questa favola: in pratica, la storia è che la c@cc@ fatta nel w.c. arriva nel mare dove ci sono i pesci che fanno una grande festa e, poi, gli facevano trovare da qualche parte in casa un regalino (in genere una macchinina, grazie a cartoni da 10 presi in edicola a 5 euro...).

Non so se sia stata la fatina, o semplicemente che è arrivato il momento giusto, ma dopo questa mia rivelazione sono seguite cinque notti consecutive asciutte! Così nel letto gli faccio trovare una macchinina o un altro aggeggino da meno di un euro (dopo aver fatto scorta al supermercato).

Il fatto è che la novità gli è piaciuta tanto che lui racconta a tutti della fatina del letto asciutto! Io gli ho detto di non parlarne ai suoi amici perché non va in tutte le case... e comunque non passa proprio tutti tutti i giorni... Fatto sta che ieri l'ha raccontato anche alla sua adorata amica Pupetta e lei, tutta ammirata, ha commentato: "Ma come sei fortunato!".



Poi stamattina, in verità, un goccino di pp gli è scappato... Ma forse siamo sulla strada giusta!

martedì 1 giugno 2010

Mutanda della nanna bye bye


Siamo arrivati alla fase finale dello spannolinamento, cominciato 11 mesi fa. Con l'arrivo del caldo, avevo deciso di finire l'ultimo pacco di pannolini (i Pampers easy-up, che ho sempre chiamato "mutande della nanna"). E così avevo fissato il nuovo "s-day" a venerdì 28 maggio, quando sarebbero avanzati un paio di pannoli (per seguire la regola ben nota alle mamme del "meglio avviare grandi cambiamenti durante il weekend"). Peccato che proprio venerdì sera ci sia stata la caduta in casa che ha provocato a Gabo un labbrone tumefatto stile Lecciso... Ma ho rimandato la nuova, importante tappa di sole 24 ore.

Già da settimane, comunque, ogni sera, quando gli mettevo il pigiama, spiegavo a Gabo che ormai era grande e presto non avrebbe più indossato la mutanda della nanna. Tanto, da parecchi mesi, ormai, spesso la mattina si svegliava con il pannolo asciutto. E sabato 29 maggio è arrivato il momento.

La prima notte tutto bene: risveglio asciutto.
La seconda, tra domenica e lunedì, è andata meno bene... Mi sono svegliata alle 4 per conto mio, sono andata in cameretta e... Gabo dormiva sereno e beato in un lago di pp. L'ho spogliato, pulito con salviette umide, cambiato il pigiama, tolto lenzuolo di sotto e traversa (tutto fradicio), trasformato il lenzuolo di sopra in lenzuolo di sotto e lasciato il copri-piumino a mo' di copertina. Lui si è riaddormentato subito senza rendersi conto di cosa fosse successo, io invece non ho più chiuso occhio, ma vabbe', convivo con varie insonnie da oltre 30 anni... Passeremo anche questa.
D'altronde ce lo aspettavamo che avrebbe tracimato, quella notte, visto che la sera non c'era stato verso di fargli fare la pp prima di andare a letto. Quando ha la c@cca dura, per non farla, trattiene anche la pp, il testone.



E anche ieri sera buttava male... Dopo un quarto d'ora di trattative, prima con metodi morbidi ("non ho la pp, non viene", "dai, aspetto, siediti, falla", ecc.), poi con maniere un po' più brusche ("ADESSO TI SIEDI SUL VASINO E LA FAI SE NO TI BUTTO VIA L'AEREO NUOVO CHE TI HA REGALATO TATAZIA!!!"), tra piagnistei vari, ho avuto uno di quei colpi di genio di cui siamo capaci solo noi mamme: "Se bevi un sorso di camomilla vedrai che ti viene la pp!". Detto, fatto: un mezzo cucchiaino di camomilla solubile in un dito d'acqua e, come per magia, la pp è arrivata...
Alle 5 mi sono svegliata e sono andata a controllarlo: era asciutto e tale è rimasto fino al mattino.



Credo che la fase di spannolinamento notturno durerà almeno un paio di mesi, visto che tanto ci è voluto anche per lo spannolinamento nella nanna pomeridiana. E se in questo periodo avremo due risvegli asciutti su tre, va anche bene. Di sicuro, per ora non attuerò il metodo "sveglia il bambino una o due volte a notte per farlo alzare e portarlo in bagno a fare la pp" come hanno fatto tante altre mamme. Anche perché le altre mamme si riaddormentano e devono puntare la doppia sveglia notturna. Io, invece, mi sveglio già abbastanza per conto mio...

lunedì 31 maggio 2010

Le ultime parole famose


Giovedì scorso, a scuola, Gabo è caduto e si è sbucciato i gomiti e un ginocchio, prima "bua" stagionale dovuta a maglietta a maniche corte e pantaloncini. "Io stavo scappando e Mario mi inseguiva", ha raccontato, stupendoci per l'uso dei verbi che ha imparato a coniugare proprio nei giorni scorsi. "Il gioco si chiama 'Prendi Gabriele'". Ma esiste anche un gioco 'prendi Mario'?" (per la cronaca, Mario ha un anno in più e una stazza stile Bud Spencer). "No, solo 'prendi Gabriele'...". Ah. Comunque, il mio commento è stato: "Per fortuna stavolta si è salvato la faccia...".



Come non detto.



Venerdì sera, a casa, Gabo è scivolato mentre correva in corridoio e, ovviamente, ha sbattuto la bocca per terra. Il moncone dell'incisivo superiore, già dimezzato da una caduta per strada quando aveva un anno e mezzo, gli si è conficcato nel labbro superiore e gli ha fatto un taglietto. Per fortuna non sono stati necessari punti (visto che ne ha già cinque sul labbro...). Però qualcosa deve essergli successo anche ai denti, perché la gengiva superiore era nera di sangue e ho l'impressione che il buco tra i due incisivi, già larghetto, si sia ulteriormente ampliato. Tanto che ora parla con la "zeppola", con s fischianti e z un po' alla bolognese, proprio lui che pronunciava "tzia", "tzucchero"...



La pediatra ha consigliato un controllo dal dentista. Di una cosa sono certa: l'apparecchio, tra qualche anno, sarà una tappa obbligata...

giovedì 13 maggio 2010

La mia prima vera festa della mamma



Non sono una fanatica dei "lavoretti" fatti a scuola, anzi... Mi dispiace buttarli, ovvio, ma avendo appena affrontato un maxi-trasloco li considero dei raccoglipolvere che non so dove mettere.



Però... con il lavoretto fatto per la festa della mamma Gabo mi ha donato grande felicità. E non per l'oggetto in sè (peraltro delizioso: una piantina - pochi giorni prima erano stati in gita in un vivaio - in un vasetto dipinto da lui "col pennello", come ha tenuto a specificare). Ma per le parole che mi ha regalato.



Il regalino me l'aveva fatto trovare la baby-sitter sul tavolo di cucina e, appena rientrata a casa dal lavoro, ho ringraziato e abbracciato Gabo. Poi ci siamo messi a tavola per la cena e ad un certo punto Gabo si è alzato dicendo "voglio dare un bacio a papà". Poi è venuto da me, mi ha dato un bacio e ha detto: "Io ti ho regalato quella cosa perché sei il mio amore".



Lo ammetto, mi sono emozionata, commossa e mi è spuntata anche una lacrimuccia...

Poi è prevalsa la mia anima disincantata e un po' cinica e ho pensato: sarà stato un "copione" preparato a scuola, ma comunque mi ha fatto piacere. E invece no: lunedì ho raccontato la scenetta alle maestre e mi hanno detto che è stata un'iniziativa di Gabo. Loro, in realtà, avevano preparato una poesia, che Gabo si è ben guardato dal provare a recitare (il testo, ho capito dopo, era in un biglietto a forma di cuore allegato al lavoretto, corredato anche da un mio "ritratto").



Ma così il suo gesto spontaneo ha assunto un doppio valore. E ha confermato anche che il suo carattere è di autonomia assoluta... In poche parole, fa di testa sua, il che ha lati positivi e negativi. Me ne accorgerò in adolescenza!

lunedì 3 maggio 2010

Fatiche


Nell'ultimo mese non sono riuscita a trovare cinque minuti per aggiornare questo diario. I miei ritmi di lavoro sono incessanti, e a casa la gestione quotidiana non lascia assolutamente spazio a momenti di riflessione o di relax...



Gabo, poi, è sempre più impegnativo. Soprattutto l'alimentazione è un problema, come è sempre avvenuto, del resto, da quando è nato. Il suo menu è sempre limitato ai soliti tre o quattro cibi (passato con pastina, cotoletta o spinacina, piadina vuota o con un velo di stracchino), ma soprattutto non vuole mangiare da solo. E questo è un problema non da poco, anche perché sono le sue maestre che ci chiedono di non  imboccarlo. A me non costerebbe fatica, anzi... ma poi anche a scuola, da solo, non mangia. Tanto che da qualche tempo hanno deciso di non mandarlo in giardino, durante la ricreazione post-pranzo, finché non mangia. Una decisione che mi ha lasciato perplessa, ma proviamo anche questa.



A casa, però, mettersi a tavola è sempre più una lotta estenuante. Da un lato, è difficile per me rifiutare l'aiuto che mi chiede per mangiare ("mamma, mi aiuti?"), ma dall'altro so che è importante favorire la sua autonomia (anche se io ho mangiato imboccata fino ai 5 anni... ma era un'altra epoca e non andavo all'asilo). Così una sera, dopo una battaglia di un'ora con urli e pianti, alla fine sono riuscita a farlo mangiare da solo un piatto di zuppa. E lui, circa a metà piatto, ha dichiarato: "E' faticoso mangiare da solo...". Ma che sia semplice pigrizia, o  piuttosto una richiesta di attenzione/affetto da parte di una mamma che sta tutto il giorno al lavoro fino alle 20 passate, resta il fatto che il momento della cena, e del pranzo nei weekend, è veramente faticoso (e stressante) per tutti noi.



Inoltre Gabo ha cominciato a fare storie, la mattina, perché non vuole andare a scuola. Una fase iniziata dopo Pasqua, quando è tornato a scuola dopo l'influenza e, per un paio di settimane, è stata assente la sua maestra preferita. Anche stamane, a casa, ha cominciato a piagnucolare: "Non mi piace andare a scuola...". E più volte, arrivati sul posto, ha cominciato a piangere, con vere e proprie tragedie che non aveva mai fatto in tre anni, nemmeno nel periodo dell'inserimento: "Voglio venire con teeeee" e mi si attacca alle gambe, con la maestra che letteralmente me lo srappa di dosso. Non c'è niente da fare, è straziante.

Ma parliamo di cose belle. Il primo maggio, ad esempio, è stata proprio una bella giornata, e non solo perché c'era il sole! La prima in cui Gabo ha fatto "tutta una tirata", saltando il pisolino pomeridiano. Esperimento più che positivo: almeno la sera è crollato addormentato alle 21, e non alle 22.30 (a volte anche le 23) come al solito... Siamo stati tutto il giorno in un parco vicino a casa, dove c'era una festa per famiglie con animazioni, spettacoli, truccabimbi e tante occasioni di gioco. Così abbiamo fatto un pic-nic (Gabo era entusiasta dell'idea, ne parlava da giorni anche a scuola), anche se a dire il vero ha mangiato anche meno del solito (un quarto di piadina vuota e un pinguì... e abbiamo dovuto insistere per farglielo finire!).

Il clou è stato il laboratorio di pittura: Gabo si è dilettato con le tempere e ha realizzato tre quadri "astratti" (più il jeans, da buttare...). Sono riuscita a portarne a casa soltanto uno, quello meno "pasticciato". E ora è incorniciato ed esposto in corridoio. Stamattina Gabo lo guardava incantato... proprio come certe volte, lo ammetto, mi incanto io a guardare mio figlio. Perché, nonostante tutti i capricci e i conflitti, è proprio un amore.